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Intervista a Romis

Intervista a Romis, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”ophelia

Racconta la tua esperienza come autore
Fin da piccola amavo scrivere racconti dando libero sfogo alla mia fantasia. Trascorrevo ore a inventarmi fiabe, creando innumerevoli personaggi che si ispiravano a quelli che animavano i molti libri per l’infanzia che adoravo leggere. Infatti, il mio amore per la scrittura nasce da quello per lettura; di questo ne sono sicura. L’amore per la scrittura è, quindi, un qualcosa che ha sempre fatto parte di me. Il mio primo “romanzetto giallo”, come mi piace definirlo, l’ho scritto quando avevo tredici anni. Ricordo che mio padre, quando lo lesse, ne rimase positivamente impressionato; non riusciva a credere che l’avessi scritto io. Continuai a seguire questa passione per diletto personale, non pensando affatto alla possibilità di un’eventuale pubblicazione fino a quando, dopo aver riletto la bozza di “Attraverso gli occhi di Emma”, decisi che forse quella storia meritava di essere conosciuta per l’importante messaggio che veicolava. Il manoscritto piacque subito a diverse case editrici tra cui Alcyone Editore con la quale decisi di firmare il contratto. Il mio sogno stava per diventare realtà. Ed è proprio con Alcyone Editore che ho pubblicato anche i miei successivi lavori, come un minibook umoristico dedicato alle coppie dal titolo “Tu di che coppia sei?”, illustrato dalla bravissima vignettista Isabella Ferrante, e il serial thriller di recente pubblicazione dal titolo “Ophelia, le vite di una ghost writer”.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
La realtà che ci circonda rappresenta un’importante fonte di ispirazione per tutti i miei lavori. Dai fatti di cronaca ai piccoli eventi quotidiani, tutto può essere utile per “accendere” quella scintilla dalla quale può scaturire l’idea per una possibile trama. Di solito, se l’idea mi sembra buona, la scrivo subito al computer e lascio trascorrere qualche giorno. Se anche a distanza di qualche settimana la trama continua a sembrarmi interessante, allora vuol dire che vale la pena di svilupparla. Per quanto riguarda la progettazione del romanzo, dipende molto dal genere nel quale rientra il libro che sto scrivendo. Per esempio: “Attraverso gli occhi di Emma”, romanzo per lo più introspettivo e psicologico, posso dire di averlo scritto di getto, attingendo molto al mio vissuto e alla mia esperienza di vita, a differenza del serial thriller “Ophelia, le vite di una ghost writer” per il quale è stato necessario un approccio diverso. In questo specifico caso, ho dovuto necessariamente imbastire un intreccio a tavolino, stando attenta a far incastrare perfettamente tutti i pezzi del puzzle, ispirandomi per lo più a fatti di cronaca realmente accaduti.

Parla della trama del tuo libro
Ophelia Moris è una ghost writer, giovane e bellissima, molto ambita dalle celebrità di tutto il mondo. Il suo brillante intuito e la sua innata curiosità la portano puntualmente a indossare i panni della confidente e della detective, trasformando ogni ingaggio in un’avventura dai risvolti sconcertanti. Vicende scabrose, segreti inconfessabili, delitti impuniti emergono prepotentemente dal passato e la pongono ogni volta di fronte al dilemma se sia il caso di far scoppiare lo scandalo oppure no. A combattere contro il suo senso del pudore sarà il suo editore, personaggio cinico e senza scrupoli, che pur di garantirsi un buon riscontro di pubblico è disposto a ignorare qualsiasi aspetto etico e morale. Apparentemente sicura di sé, Ophelia nasconde nel suo intimo un profondo disagio causato da un trauma infantile rimosso che emergerà in maniera frammentata durante i vari episodi, dando vita a un’escalation di emozioni contrastanti che genereranno in lei ansia e turbamento e che troveranno, nella rivelazione finale, un inaspettato momento catartico.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Ritengo che un autore, anche inconsapevolmente, tenda a rappresentare nei personaggi da lui creati alcuni aspetti del proprio carattere in maniera enfatizzata. Emma, la protagonista del mio primo romanzo, riflette la mia visione della vita, il carattere forte e determinato e una straordinaria sensibilità, mentre Ophelia, la protagonista del serial thriller, mette in scena il mio gusto per l’intrigo e il mistero e un brillante intuito che la porta a smascherare segreti e vicende torbide.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Ho esordito nel panorama editoriale con un romanzo prettamente psicologico e introspettivo, mentre ultimamente ho pubblicato un romanzo thriller a puntate. Entrambi i generi sono di mio interesse, ma non escludo che in futuro possa sperimentare anche altri generi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Attualmente sto lavorando ad un nuovo romanzo che affronta la tematica del disagio giovanile all’interno di una trama che potrebbe appartenere al genere “thriller”. Ma nel prossimo futuro ho anche in progetto di realizzare la seconda serie del serial thriller “Ophelia, le vite di una ghost writer” visto il successo della prima serie. In ambito sociale, invece, sono impegnata nella realizzazione di un progetto da me ideato che mira a rendere disponibile nei teatri il servizio dell’audiodescrizione per i non vedenti.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
A un autore esordiente consiglierei di credere fermamente nel proprio romanzo e di avere tanta pazienza perché prima o poi le occasioni arrivano, bisogna soltanto saperle cogliere.

Link all’acquistoAlcyone Editore

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