Crea sito

Recensione di Andrea Leonelli

La vita non dura un quarto dÔÇÖora di William A. PradaIn questo “non libro” Prada ci offre un assaggio del flusso di pensieri che dedica e che lo trova legato, attraverso le parole che lui scrive, alla figura del padre scomparso. Sono immagini e ricordi, sono emozioni, espresse tramite le parole, che l’autore ci regala mentre lui scrive al genitore “temporaneamente assente”. Come dice l’autore, il coprotagonista, il padre, sta solo compiendo un viaggio. E penso molti ritroveranno tratti in comune con le proprie storie personali, nel caso chi legga abbia subito una perdita simile.
Lo stile, come dicevo, rappresenta molto bene quello del “flusso dei pensieri”, durante il quale alle immagini si inframmezzano aneddoti ricordati, avvenimenti, semplici istantanee che sono rimaste impresse nelle mente.

Personalmente ho anch’io ritrovato le rassomiglianze con quanto a me avvenuto e, per quanto possa essere solo una cosa mia, mi sono calato nell’autore quando racconta di sigarette e silenzi, silenzi spesso più ricchi di significato di quanto possano esserlo stati lunghi discorsi.
Al pari di quello che ho trovato io, penso chiunque possa trovare da ricordare e da riflettere con lo scritto di Prada: cose non dette, esperienze che non è più possibile condividere e, al tempo stesso, la ferma certezza che comunque il destinatario di questa lettera, il padre, sarà comunque riuscito a viverle in qualche modo, “da lassù”. L’autore parla anche di come si è sentito con lui, amato, protetto e ricorda soprattutto cose belle, anche se in alcuni passaggi c’è forse l’amarezza di non poter essere all’altezza del modello, che in quel momento viene quasi idealizzato. C’è molta ironia e leggerezza anche nell’affrontare un certo dolore, che viene definito “dolore buono” e viene scritto di cose che sono rimaste “da fare” (le pescate in barca sul lago).
C’è la certezza incrollabile che il padre sia comunque “lassù”, fra i buoni. Viene chiesto, nella lettera, se “lassù” c’è da fumare, se c’è l’acqua calda e se ci sono librerie. Un modo molto originale di riportare sul piano terreno e “più vicino” una persona assente.
C’è tanta voglia di altro tempo, tempo in più per stare ancora vicini. Tempo che chi scrive ruba tenendo legata a sé la presenza paterna attraverso le parole che continua ancora a scrivere per non staccarsi dal genitore.
Come scritto nella prefazione,questo non è un libro ma è decisamente una lettura che consiglio. Breve e intensa, va a toccare certe corde nei ricordi di chi ha vissuto un’esperienza simile.

Leave a reply:

Your email address will not be published.

quattro × cinque =

*

Mobile Sliding Menu

Translate »