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Intervista a Sergio Piergianni

Intervista a Sergio Piergianni, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autorePiergianni Sergio
Ho cominciato a scrivere quando ancora andavo a scuola, limitandomi a farlo per divertimento, anche se non avevo nessuno con cui confrontarmi, ma semplicemente per passare il tempo. Crescendo ho continuato, usando piattaforme digitali per conoscere altri autori e lettori, pubblicando online su siti amatoriali e migliorando. Nel corso degli anni ho avuto alcune esperienze editoriali con varie case editrici, che pur essendo state poco rilevanti mi hanno dato la soddisfazione di aver pubblicato qualcosa.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Generalmente aspetto di vedere qualcosa che mi interessa, che può essere di tutto: l’ispirazione può arrivare leggendo, guardando la televisione o ascoltando musica, ma anche camminando per strada o parlando con qualcuno. Non ci sono limiti al modo in cui un’idea può colpire, né dalla sua provenienza.

Parla della trama del tuo libro
In un mondo pericoloso e popolato da creature misteriose sorgono molte città fortificate, al cui interno le persone vivono protette dagli Esper, umani evoluti con capacità che vanno oltre l’immaginazione.
Sid, uno di questi Esper, si trova invischiato suo malgrado in una minaccia che viene dal passato, portata avanti da un nemico antico e potente, ormai dimenticato.
Un nemico che, nonostante le apparenze, potrebbe non essere quello che tutti pensano…

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Ho poco in comune con questi personaggi specifici, anche se ammetto che il protagonista pricipale, Sid, è irascibile come me, seppur portato all’estremo, ma anche coraggioso e volitivo, mentre Stewart, il coprotagonista, è l’eroe di tutti i giorni che ognuno spera di diventare, tirato dentro l’azione suo malgrado eppure sempre all’altezza della situazione.
Lory, altro personaggio fondamentale, rappresenta la nuova arrivata, quella che ha lasciato tutto per una nuova città e persone che non conosce, mentre Alyson è il primo contatto con una nuova realtà, ignota ma amichevole.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Ho una gran predilezione per il genere Fantasy e per la Fantascienza, ma ho avuto modo di sperimentare anche il Thriller e l’Horror, e spesso inserisco sporcature di altri generi quando scrivo: a mio parere unire i generi può sempre aiutare a migliorare qualsiasi lavoro, se fatto nel modo giusto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Non ho mire particolarmente ambiziose: fare quello che faccio mi piace, e a chi mi legge piace quello che faccio, quindi non vedo perché cambiare. Se mi capitasse di pubblicare ancora con una casa editrice non direi certo di no, ma non sento la necessità di fare le cose in grande.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Sperimentare, sempre e comunque. E leggere tanto, perché sempre più spesso si definiscono “scrittori” persone che non hanno nozioni di grammatica e ortografia, o non sanno creare un intreccio decente. Mi è capitato spesso di leggere testi scritti con poca cura, o addirittura di parlare con autori a cui, facendo notare che un personaggio importante era trattato in maniera troppo frettolosa o superficiale, mi rispondevano “sì, lo so, ma lo odio”.
Pensieri come questo pregiudicheranno sempre il risultato finale, quindi non fatelo: non scrivete MAI di personaggi o ambientazioni che non vi piacciono, ma piuttosto cambiate a storia prima di andare avanti. Ne gioverà tutto il vostro lavoro.

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