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Emilie Sanslieu

emiliesanslieuEmilie Sanslieu di Maria Lidia Petrulli

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Trama

Emilie Sanslieu ha 11 anni e una grande passione per la geografia astronomica. Il giorno in cui suo padre annuncia che deve partire per un lungo viaggio di lavoro, compare Gérard Sanslieu, il nonno materno col quale Emile trascorrerà sei mesi. Comincia così la scoperta di un mondo sconosciuto popolato di personaggi eccentrici come Madame Sonore e Mastro Léonce, di oggetti dotati di un’anima come il flauto che nonno Gérard le regala e di creature fatate dei boschi come l’amadriade della quercia, l’erba dello smarrimento, Puki e gli altri folletti. Il flauto è il suo più grande amico, senza il quale non potrà diventare una viandante, un flauto che viene da un mondo lontanissimo e che le insegna a trovare e aprire i varchi spazio-temporali che permettono di raggiungere l’universo: stazione di servizio dove prendere un pegaso e cavalcare da una galassia a un’altra. Emile scopre Mondi Paralleli, Universi sconosciuti, il mondo dei Viandanti, Guardiani, Messaggeri, Maestri e Cavalieri, che contribuiscono a mantenere l’equilibrio fra i differenti universi. E ancora mutaforme, intelligenze artificiali astrali, il mondo delle specie estinte. Scoperta la via astrale che le permette di spostarsi nello spazio, Emile arriva a Betelgeuse dove incontra l’Arciguardiana Adelante e gli altri membri del Gran Consiglio dei Viandanti: uno di loro soltanto potrà aggiudicarsi la sua “candidatura”. Chi sono i Viandanti? Sono tutti terrestri? E chi si aggiudicherà la sua candidatura?

Biografia

Non è semplice dare una definizione di se stessi, comunque ci provo. Lidia è una persona che, come tuttemarialidiapetrulli le persone, è un poliedro con mille sfaccettature, di cui si manifesta l’una o l’altra in base alle situazioni. Sono fondamentalmente un’idealista che crede nella bellezza delle persone. Non che non veda il marcio insito nella nostra società, ma diciamo che, fondamentalmente, nutro una profonda speranza e fiducia nell’uomo, inteso come essere pensante, creativo, più o meno innamorato della vita e delle cose, troppo spesso di se stesso. Se non fossi stata così, non avrei scelto la mia professione, psichiatra e psicoterapeuta: a dirla alla Woody Allen, una strizzacervelli a tutto tondo. Un po’ a causa della crisi, e un po’ perché avevo bisogno di un cambiamento, ho deciso di fare una mattata e mi sono trasferita in Francia, dove lavoro in un posto sperduto fra le Cevennes, dove in inverno si arriva a meno 15 gradi, c’è la neve, il ghiaccio, è ho persino imparato a guidare in condizioni abbastanza estreme senza andare a fracassarmi in qualche precipizio. È un posto tutto boschi, isolato e solitario, ma quando c’è bel tempo, il cielo è di un meraviglioso blu zaffiro. Queste belle cose non mi impediscono di avere nostalgia del mare e del calore dei paesi del sud, e della Sardegna dove solitamente abito. Essendo da sempre una grande viaggiatrice, ho visitato mezzo mondo e sono in attesa di avere il tempo per visitare l’altra metà, spostarmi non mi pesa, faccio solo spesso confusione tra un posto e l’altro, e spesso mi ritrovo a chiedermi: Domani dove sono? Tenendo presente che, oltre ai viaggi, lavoro in 6 strutture diverse… Il mio cervello ha bisogno di assestamenti continui. Viaggiare è una delle mie grandi passioni, è la scoperta di nuovi mondi, di usanze e persone diverse, mi piace viaggiare alla buona e preferibilmente da sola. Sono anche un’appassionata di storia celtica e medievale, una sognatrice, una che combatte e non si arrende, una lettrice accanita, di quelle che si fanno fuori una cinquantina di libri l’anno tra cartaceo ed e-book, non ho pregiudizi in merito come non ne ho in genere. E infine sono una scrittrice. Credo di aver iniziato presto a raccontare storie. Da bambina, ritagliavo dei personaggi dai giornalini e li facevo muovere sul palcoscenico della mia fantasia. All’epoca raccontavo le mie storie solo a me stessa, poi ho scoperto carta e penna, la macchina da scrivere e infine il computer: gran bella invenzione, non dovevo più riscrivere tutto continuamente. Il mio cervello è sempre pieno di storie, di personaggi e intrecci, lo stimolo può venire da qualsiasi fatto veda, senta o viva, rielaboro tutto a modo mio in base al significato che gli voglio dare, ci aggiungo gli ingredienti che, secondo me, possono rendere la storia più avvincente. Quando scrivo dimentico tutto il resto, e alla fine della giornata, mi trovo con qualche capitolo in più senza quasi essermene accorta. Ho pubblicato parecchio, dal 1996, con piccole case editrici, purtroppo sono ancora ben lontana da una casa editrice che non mi costringa a divorare tutto il mio tempo per farmi conoscere. Come autrice sono piuttosto eclettica, comunque prediligo le storie a sfondo psicologico e sociale, mascherate di ironia, anche se in realtà ho iniziato col fantasy e la fantascienza, di cui adoro il linguaggio onirico e metaforico. Purtroppo, il pubblico italiano, a questo proposito, di pregiudizi ne ha a cassapanche intere. Mentre il fantastico è un linguaggio con cui si può parlare di tutto, dalle situazioni che esistono a quelle che esisteranno, come in qualsiasi altro genere letterario, dove si descrive il “Possibile che non c’è”, o forse c’è ma non sappiamo dove, più probabilmente in quella piccola parte della nostra essenza che si chiama “creatività, nonché apertura mentale. Da DEL TEMPO E DELL’ALIENO a FARA E IL SUO CAPPELLO, da LA REALTA’ E IL SUO ENIGMA a IL RITORNO DEL BARDO, ho ripubblicato tutto in versione elettronica, mentre gli ultimi romanzi pubblicati, da IL VOLTO SEGRETO DI GAIA con i suoi due volumi, a EMILIE SANSLIEU, usciti con Il Ciliegio Edizioni, si trovano in tutte le librerie, virtuali e reali.

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Formato Libro: Cartaceo
Casa Editrice: Il Ciliegio Edizioni
ISBN: 978-88-6771-155-0
Numero Pagine: 256
Prezzo: 13,50

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