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Intervista a Annarita Petrino

Intervista a Annarita Petrino, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreyou god
Ho iniziato per gioco a seguito della lettura dei romanzi di Isaac Asimov a scrivere lunghissime avventure nello spazio le cui protagoniste eravamo io, mia sorella e le mie amiche delle superiori. Poi sono passata alla cose serie: un romanzo di fantascienza “Ragnatela Dimensionale” pubblicato nel 2004 con la Delos Books, prima e dopo di questo tanti racconti di fantascienza pubblicati su webzine cartacee ed online, partecipazione a svariati concorsi, fino ad arrivare a “You God”! Un approdo decisamente sofferto e frutto di lunghi anni di riflessione sulla possibilità di conciliare la mia fede con la mia passione per la scrittura

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Attingo al reale e lo trasporto nel futuro. Ho sempre fatto così con i miei racconti di fantascienza, solo che prima mi limitavo ad immaginare i possibili scenari di solito tutti devastanti e caratterizzati da disperazione. Ora mi sforzo di vederne le implicazioni morali e di metterci sempre una stilla di speranza, che è ciò di cui oggi il mondo ha maggiormente bisogno.

Parla della trama del tuo libro
Il volume raccoglie quattro racconti “Imperfezioni”, “Judy Bow”, “Hic et Nunc” e “You God”, che dà il titolo alla raccolta. È un gioco di parole che richiama alla mente del lettore il popolare “You Tube”, il canale dove puoi trovare tutta la musica che ti serve e, soprattutto, puoi tu stesso diventare protagonista con i tuoi video. La logica di “You God” è la stessa: diventare protagonisti, questa volta con Dio. Il “Tu” che precede Dio, infatti, esprime una volontà di onnipotenza e di estromissione del Creatore dalla propria vita, poichè “Dio è tutto ciò che l’uomo non riesce a realizzare, a raggiungere o a spiegare.” Così afferma You God nel racconto, incarnando alla perfezione il pensiero dell’uomo moderno che si vede sganciato da ogni spiritualità che lo richiami al fine ultimo dell’esistenza, per proiettarsi verso un futuro di cui diventa l’esclusivo artefice. In “Imperfezioni” si alternano due storie parallele che non si incontrano mai e che si spezzettano in brevi e toccanti quadretti. Lentamente emerge il tema principale: il desiderio di perfezione dell’essere umano che lo spinge a sondare le risorse della scienza e a spingere sempre più in là i confini dell’eugenetica. Le conseguenze sono il disprezzo e l’intolleranza verso coloro che sono “imperfetti” e dunque non ritenuti all’altezza o degni di vivere, un atteggiamento questo che si trova necessariamente a fare i conti con i sentimenti e le lacrime dei protagonisti imperfetti: uno zoppo e un bambino ipovedente. “Judy Bow” è un racconto che a prima vista sembra strizzare l’occhio all’eutanasia, ma che grazie alle varie voci dei personaggi e dei loro diversi punti di vista snocciola la questione se la decisione di vivere o morire debba essere presa o meno. I temi che vengono messi sotto accusa sono la manipolazione genetica, la fecondazione artificiale, l’accanimento terapeutico, l’eutanasia e il testamento biologico. Attraverso la bocca di una protagonista arrabbiata, Judy Bow, viene espressa la volontà di poter decidere della propria vita in una cieca autodeterminazione che può portare solo alla distruzione. Ma “Judy Bow” è anche la storia di una conversione sofferta, del passaggio dalla rabbia e mancanza di pace, alla pace e al calore sperimentato nello scoprirsi creatura amata. Sullo sfondo una famiglia e due donne in particolare: la madre e la zia di Judy, ognuna delle quali incarna una delle due posizioni che una donna può prendere nei confronti della vita e non è! un caso che in questo racconto come in “Imperfezioni” la figura del padre sia praticamente muta. In questo modo assistiamo a un lento, ma inesorabile passaggio dall’Io voglio al come Dio vuole, passaggio nel quale si gioca tutta la libertà e l’esercizio del libero arbitrio dell’uomo. “Hic et Nunc” è composto da flash sulla modernità intercalati da brani tratti dall’Apocalisse, in un curioso incontro di due futuri possibili. Mentre comunemente si pensa alla fine del mondo come a qualcosa che debba avvenire in maniera inaspettata, il racconto descrive alcune di quelle situazioni che in realtà stanno già decretando la fine del mondo.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Credo che il personaggio che (involontariamente) ha preso di più da me sia proprio Judy. Ho riflettuto su questa cosa a posteriori, mentre mi preparavo per una presentazione del libro. In Judy ci sono io prima e dopo la mia conversione, nella sua storia di conversione c’è la mia. La rabbia e la mancanza di pace che ti condizionano quando non conosci ancora Dio e la pace che ti invade quando Lo incontri. Credo di aver descritto in lei il passaggio che io stessa ho sperimentato dalla rabbia alla Pace!

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Io ho sempre scritto fantascienza, ma confesso che la mia esperienza di conversione legata a un pellegrinaggio a Medjugorje fu così forte che mi costrinse a scrivere anche racconti di carattere spirituale. Inoltre l’amore che provo per mio marito mi ha tirato fuori anche dei racconti d’amore, pur non essendo io molto incline al romanticismo!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Sono diventata la curatrice di una collana di fantascienza cristiana per le Edizioni Il Papavero, la mia casa editrice, quindi intendo portare avanti il discorso di questo genere un po’ particolare sia come autrice che come curatrice.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Occhi aperti perché il mondo è pieno di squali. Pochissimi sono quelli che investono sul talento, gli altri puntano solo ai vostri soldi.

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