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Intervista a Stefano Pavesio

Intervista a Stefano Pavesio, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Un gioco, nulla di più. Scrivo per me stesso, quando mi capita di voler leggere una storia di un certo tipo e non so dove andarla a cercare, me la scrivo da solo. Lo faccio da tempo, ma solo di recente ho avuto modo di completare due libri e di proporli a un editore, forse per coraggio forse per follia.
Se poi la trama e lo stile di scrittura possano tornare graditi anche ad altre persone oltre al sottoscritto, ben venga. Ma lo scopo rimane quello ludico, un passatempo creativo come altri a cui talora mi concedo.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Di solito traggo ispirazione dai luoghi. Ci sono località che, per la loro conformazione o per il loro aspetto o la loro luce o il loro odore, insomma, per la loro essenza, mi ispirano trame particolari. Poi ovviamente ci ricamo sopra, il mio scrivere nasce da un’idea di base e poi prende vita durante la scrittura stessa, quando inizio di solito non so ancora bene nemmeno io dove andrò a finire. Talvolta il racconto si estingue a metà e non c’è verso di proseguirlo, altre volte invece trova un suo compimento. Amo immaginare la scrittura (in particolare la mia) come un qualcosa di vivo che evolve da sé. Lo scrittore non deve far altro che allevare questa creatura e seguirne i passi raccontandone l’evoluzione.

Parla della trama del tuo libro
Qui di seguito della trama de “Il cuore sbagliato”.
Un’impressionante serie di delitti efferati, tra il 2014 e il 2015, legati tra loro dalla presenza, accanto ai cadaveri o inciso sui loro corpi, di un numero a quattro cifre, mette a dura prova l’acume investigativo del tenente colonnello dei Carabinieri Corrado Beneghetti e della sua amica Carla Vicini, dei RIS. Un altro elemento comune alle vittime è la loro origine riconducibile alla val Tanaro, tranquilla, provinciale, quasi sonnacchiosa, con i suoi paesini dove tutti conoscono tutti. Ma il male si può annidare ovunque, e molti ricordano ancora un terribile delitto di dieci anni prima, quello di un bimbo di nove anni seviziato e sepolto ancora vivo in un bosco. È possibile che questa crudele uccisione abbia qualcosa a che fare con i delitti presenti? E, soprattutto, è possibile ricondurre tutti questi crimini ad un’unica mano assassina?
Il cuore sbagliato è un romanzo che va oltre i toni del thriller e del noir, per scavare nelle motivazioni profonde dell’assassino, delle sue responsabilità, ma anche dell’ineluttabilità delle sue scelte, in una storia dove quasi nessuno è davvero innocente.

Vorrei aggiungere due parole. Questo è un libro dove viene messa in luce l’oscurità dell’animo umano.
Viene esplicitata la violenza senza confini a cui può giungere il branco.
Viene narrata la sete di vendetta e la sua attuazione cieca ad ogni logica di perdono o di dubbio e come tale vendetta in definitiva non risolva nulla, anzi si alimenta di se stessa producendo ulteriori danni.
Viene mostrato come il male non può che generare altro male. Allo stesso modo fa il bene, ma in questa trama il bene è tenuto in ben poca considerazione.
Viene offerto al lettore uno scenario dove tutto sommato non è così semplice affibbiare delle colpe piuttosto che degli alibi ai protagonisti. Il confine tra l’innocente e il criminale non sempre è così netto. Tra il buio e la luce ci sono molte sfumature di ombre.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In questo libro no. I personaggi sono di pura fantasia. In minima parte ammetto che in alcuni possano esserci delle lievi sfumature del mio modo di intendere la giustizia, ma sono solo sfumature, non ho certo dato voce ai miei personaggi per farne latori di un mio messaggio.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Come lettore sono abbastanza aperto ad ogni genere, mi piace spaziare e immergermi in mondi anche molto distanti tra loro. Ma come autore prediligo di gran lunga il noir, il thriller, il fantasy. Senza disdegnare il giallo e l’horror. Il motivo è molto semplice: al di là dei gusti personali, questi sono gli unici generi sui quali permetto a me stesso di cimentarmi. In altri campi non ne sarei assolutamente in grado.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Una vita serena e gioiosa accanto ai miei affetti. E leggere. E scrivere. E andare in bici. E ascoltare buona musica. E tante altre belle cose.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
A parte l’essere ostinato non saprei, sono un’esordiente anch’io, ho ancora tutto da imparare.

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