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Intervista a Gabriele Palumbo

Intervista a Gabriele Palumbo, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreci siamo solo persi di vista
Come autore la mia esperienza è molto breve per ora. Ho cominciato a scrivere pensieri personali durante la triennale a Perugia (o meglio, a Narni) in modo automatico, sarà stato il periodo passato lì, l’ambiente, entrambe le cose, sta di fatto che da qui pensieri personali si può dire sia nato tutto. I pensieri personali col passare del tempo sono diventati, sempre personali, ma più generici, nel senso potevano diventare personali anche per un possibile lettore. Questo ha aiutato anche a me, perché riuscivo a scrivere di più e in modo più continuativo. I “possibili lettori” mi hanno spinto a rendere questi pensieri una storia. Un giorno tornavo dalla palestra e non so perché ebbi l’illuminazione su come strutturare tutto. Così mi sono messo a dare forma alla storia. Gli amici mi avevano spesso detto scrivi un libro, ma non avrei mai immaginato che potesse accadere, non così in fretta. Sono stato fortunato nel trovare una casa editrice che ha creduto subito in me, così appena terminato il libro ci siamo messi in contatto ed è andata bene, è piaciuto subito. Quindi il progetto è nato grazie a tanti fattori: pensieri sparsi che hanno fatto da tassello a un racconto intero, degli amici che mi hanno invogliato nell’iniziare la storia e aiutato nel definirla, e una casa editrice, Il Vajo del Libro, che ha voluto puntare su un giovane sconosciuto vedendoci del potenziale.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Ogni cosa in ogni momento può darmi l’ispirazione, di solito, come ho scritto nell’introduzione del libro, ogni cosa che scrivo ce l’ho già in testa e mi limito a trascriverla da qualche parte. Poi magari la modifico, la utilizzo per qualcos’altro o la lascio salvata su qualche documento, cartaceo o virtuale, per non perderlo. Diciamo che spesso vorrei fotografare alcune cose, ma non tutto è una semplice immagine, così quando vedo qualcosa che mi interessa in un modo particolare la osservo bene e ricostruisco tutto nella mia testa, sperando di non dimenticare niente prima di trovare un posto dove “salvarla”. Ogni cosa, anche le cose più normali possono dirmi qualcosa, per esempio tanta gente si trova all’interno del libro, ma non lo sa, o lo sa ma non sa il perché. Poi naturalmente anche i molti libri letti mi hanno aiutato e influenzato… e la musica, forse anche più dei libri.

Parla della trama del tuo libro
Bella domanda… allora vediamo: la storia è divisa in 4 stagioni e narra di un ragazzo, il protagonista, e di una ragazza. Le 4 stagioni sono un modo per definire meglio i personaggi, descrivere il loro cambiamento combinandolo col cambiamento delle stagioni appunto e quindi con l’ambiente in cui si trovano a vivere la loro storia. Detto così può sembrare una normale storia d’amore, ma in realtà è tutto un viaggio interiore, pieno di giochi psicologici, prospettive rovesciate e chiavi di lettura diverse.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
C’è molto di me nei personaggi ma il libro non parla di me. C’è molto di chi mi sta intorno nei personaggi, ma il libro non parla di loro. Credo che ogni cosa scritta porti con sé un po’ dell’autore, anche la più fantasiosa. Spargi un po’ delle tue esperienze o del tuo carattere tra i personaggi e poi vedi dove si dirigono.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Il libro è stato definito romanzo in schegge poetiche e mi è stato chiesto come mai questa scelta dei versi per scrivere una storia, un romanzo. Premetto che con la poesia non ho un gran rapporto paradossalmente. Non credo di aver scritto poesie, la mia è una storia scritta trascinando attimi ed emozioni, mi è venuto automatico scrivere in questo modo, credo si adatti bene al tipo di coinvolgimento che volevo creare. Romanzo in schegge poetiche credo sia una giusta definizione, uno stile moderno, immediato, che permetta al lettore di perdersi tra le parole e non di perderle, le parole. Questo è lo stile che preferisco usare per riuscire a esprimere al meglio quello che voglio trasmettere.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
I progetti che ho ora sono andare al concerto dei Ministri a novembre e vedere il nuovo film di Batman vs Superman… ah poi devo anche finire la magistrale. Se avrò un futuro da scrittore il mio sogno è vedere il mio libro mentre sono perso in una Feltrinelli, partecipare alla Fiera del Libro di Torino, vincere il Premio Strega e andare da Fazio a Che Tempo Che Fa. Non è vero, mi basta anche solo la prima cosa. A parte gli scherzi, ora sto cercando di organizzare alcune presentazioni in giro per l’italia, poi vediamo questo libro dove va. Per il resto, chi lo sa…

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Essendo io stesso uno scrittore emergente sarebbe come dare un consiglio a me stesso. E non sono bravo a darmi consigli. L’unica cosa che posso dire è: se avete qualcosa da scrivere, fatelo, fatelo prima che si perda.

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