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Recensione di Elisabetta Bagli

Il libro di Monica Pasero “Lungo viaggio verso il ritorno” narra la vicenda di un bambino di nome Leo che intraprende un viaggio molto particolare insieme al suo fedelissimo amico, il cane Bobo. Leo è un bimbo come tanti, simpatico e giocherellone che non ama affatto studiare, ma in particolare, non ama studiare la Storia. Giulia, sua madre, con molta pazienza cerca di spiegargliela. Così, ogni pomeriggio si mette insieme al figlio per potergli far comprendere che la Storia è lo studio dell’umanità, non solo nel senso cronologico, con date ed avvenimenti, ma è anche, soprattutto, uno studio narrativo degli eventi che hanno contribuito all’evoluzione dell’uomo. Pur con tutta la sua buona volontà Giulia non riesce a raggiungere l’esito sperato e il bimbo continua ad andare a scuola e a prendere brutti voti in Storia. Leo non sente il benché minimo interesse nell’apprendere le gesta di persone ormai già morte da secoli. E la domanda quotidiana che il bimbo rivolge a sua madre prima di iniziare nuovamente lo studio della materia è la stessa da sempre: “Perché perdere tempo con il passato?”.

Un giorno, dopo l’ennesimo tre in storia e dopo l’ennesima arrabbiatura di Giulia con il figlio, accade un evento che li porterà a cambiare la loro vita per sempre. Il libro di Storia dalla copertina dura blu, quel libro così odiato da Leo gli cade proprio sulla sua testa. Da quel momento inizierà per il piccolo una vera e propria avventura, un viaggio unico e spettacolare nel quale percorrerà secoli e secoli di Storia, un viaggio che lo porterà a conoscere “dal vivo” persone del calibro di Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Mozart, Hans Christian Andersen, Maria Montessori, Martin Luther King, Anna Frank, Topolino e Paperino e papa Giovanni XXIII.

Questo viaggio trasferirà Leo in un’altra dimensione, una dimensione nella quale si troverà a interagire con i personaggi da lui tanto amati e tanto odiati. Lo farà sempre con il suo cagnolino accanto e avrà sempre il cuore rivolto verso la sua mamma alla quale avrebbe voluto comunicare tutte le straordinarie avventure che stava vivendo, ma non poteva farlo perché era in coma.

Significativo è il desiderio di Monica Pasero di voler iniziare questo viaggio con Cristoforo Colombo quasi ad indicare un parallelismo tra la scoperta del “Nuovo Mondo” e la “nuova scoperta” di Leo: la storia vissuta dall’interno, vissuta in modo molto più dinamico e coinvolgente di quanto faceva sui banchi di scuola, tanto da riuscire a diventare una materia interessante agli occhi del bimbo.

La scrittrice non fa mistero di aver scritto questo libro con l’intenzione di aiutare suo figlio a comprendere meglio la storia e penso che didatticamente questo sia un libro molto valido per essere introdotto come libro di lettura nelle scuole superiori. Letture di questo genere potrebbero aiutare i ragazzi a sentire la Storia non più solo ed esclusivamente come passato, ma soprattutto come una materia molto vicina, con la quale possono relazionarsi senza alcun timore e scoprire che oggi sono così ed hanno ciò che hanno perhcé altri prima di loro hanno apportato dei cambiamenti nel mondo.

Il libro di Monica Pasero è decisamente un libro ben scritto. La scrittura è scorrevole, è veloce e senza esitazioni. Ogni personaggio ivi descritto è sapientemente delineato nelle sue caratteristiche. Risulta altresì apprezzabile l’idea della scrittrice di terminare ogni capitolo di cui è protagonista un personaggio storico con una citazione dello stesso.

“Lungo viaggio verso il ritorno” è un libro che per certi versi mi ha sorpreso e catturato nella fantasia. Un libro diverso, utile, decisamente da consigliare, adatto ad ogni tipo di pubblico. E’ un nuovo modo per iniziare lo studio della Storia, divertente e ricco di spunti sui quali elaborare riflessioni.

 Elisabetta Bagli

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