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Recensione di Massimo Licari

La-resa-degli-innocenti-cover-200x300La resa degli innocenti di Irma Panova Maino

Marco è in ritardo.
Marco non risponde al telefono.
Marco non tornerà più.
Marco è il figlio dodicenne di Barbara, una donna già segnata dalla morte di Francesco, il marito. Quando sparisce improvvisamente senza lasciare tracce, davanti a Barbara si apre un abisso nero, nel quale lei precipita. Disperazione e dolore diventano insopportabili.

Scrive Irma Panova Maino, rendendo appieno il suo stato d’animo:
“Non conta quanto si sia abbruttito un animo né quanta sofferenza questo possa contenere, non quando ogni speranza è stata distrutta e la realtà tinge di striature nere le pareti della mente”.

La vita di Barbara si trasforma e comincia la sua ricerca della verità e dei colpevoli. C’è una piccola scintilla di speranza, ma c’è soprattutto il bisogno di sapere che cosa sia realmente successo, anche a costo di immergersi nell’orrore che solo nella perversione umana trova la sua massima espressione. Così una madre disperata e distrutta per la scomparsa del figlio si trasforma in una vera e propria macchina da guerra, spinta dall’odio e dalla sete di vendetta.

Scrive ancora Irma:
“L’odio è dolce fra le pieghe del tempo e diventa miele quando l’animo si raffredda, tornando a pensare lucidamente. Per quanto lucida possa essere la follia della vendetta”.

Ed ecco che comincia un thriller che avvince e tiene legato il lettore fino all’ultima pagina. Quello di Irma Panova Maino è un romanzo duro, crudo, emotivamente difficile, soprattutto quando sei un genitore e, inevitabilmente, rapporti a te, alla tua vita quanto è narrato nelle pagine de “La resa degli innocenti”. Ammetto di aver provato più di una volta una stretta al cuore e una profonda angoscia, quando scorrevo le pagine in cui la disperazione di Barbara viene raccontata in modo magistrale. Il bisogno di sapere di Barbara è diventato anche il mio, così come la sua sete di vendetta. Per un genitore, toccare un figlio è come toccare la pupilla del suo occhio, e quando la vendetta sfocia in violenza, in realtà è solo giustizia, che un sistema basato sulle regole non può nemmeno lontanamente concepire. Il finale è probabilmente l’unico possibile, ma non delude affatto.
Perché leggere questo romanzo? Perché è scritto magistralmente. Le emozioni che Irma racconta, diventano le tue emozioni, così come il bisogno impellente di sapere della protagonista diventa anche l’esigenza di chi legge. È un libro lontano anni luce dagli stereotipi che spesso affollano la nostra biblioteca, fisica o virtuale che sia. Penso che l’essere o meno genitori faccia poca differenza, perché quando scorrerete le pagine di questo bel romanzo non potrete che fare il tifo per Barbara. Scorrerete le pagine di questo libro divorati dal bisogno di sapere come va a finire.

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