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Recensione di Anna Cibotti

La resa degli innocenti

Chi è Leonardo?La-resa-degli-innocenti-cover-200x300
Me lo sono chiesto continuamente mentre leggevo questo libro con la curiosità ovvia e naturale di un lettore che segue una storia e non vede l’ora di sapere come va a finire.
Ma ora che la trama si è svolta mi ritrovo all’epilogo con la voglia di ricominciare da capo.
Introspezione, azione e riflessione.
Questi sono i tre momenti che nell’ordine, pur divisi tra loro, si fondono perfettamente nel racconto.
L’introspezione di Barbara a cui la vita riserva dolorose ferite che le lacerano l’anima irrimediabilmente, si trasforma in azione, e lei diventa Rian.
La sua trasformazione passa attraverso fasi crescenti di disperazione per la perdita subita e istinto di ribellione che culminano nell’odio.
Si pone tante domande e i suoi perché rafforzano un desiderio irrefrenabile di vendetta.
Passare all’azione dopo tanto travaglio di sentimenti ormai distrutti diventa quasi una liberazione.
Ma non basta mai.
Le scene cruente dove la vedono protagonista folle d’odio seminare sangue si susseguono incalzanti e nella loro crudezza raccontano quasi visivamente tutto l’orrore che semina.
La riflessione infine non le appartiene.
Qualcuno la fa per lei.
Se non c’è spazio per un’umana comprensione a quale riflessione giungere?
Gli orrori non vanno dimenticati.
Ma certi crimini sono così inumani che nemmeno il sangue può redimerli.
Dolce testimone ed erede della memoria di Rian, Joe, conoscerà Leonardo.
Ma chi è Leonardo?
Ho messo questo libro tra quelli da rileggere.

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