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Recensione di Andrea Marinucci Foa

La-resa-degli-innocenti-cover-200x300La resa degli innocenti di Irma Panova Maino

In un thriller il ritmo è fondamentale: parallelo alla colonna sonora di un film dello stesso genere, invoglia il lettore a seguire un cammino emozionale accuratamente costruito. L’autrice è una vera maestra nel sedurre il lettore con la lenta, raffinata e poetica interiorità della protagonista per passare alla cruda realtà in quel battito di ciglia che separa il pensiero dal mondo fisico. Una musica fatta di parole e di ritmo puro per un romanzo estremamente curato, dosato, costruito con la naturale precisione di un alchimista per l’emozione del lettore, un’immersione sensoriale nell’incubo che non può lasciare indifferenti.

La Resa degli Innocenti è un viaggio oscuro nella follia più profonda: porta il lettore a percorrere, o a ripercorrere, il cammino nell’immaginario “cosa farei se…”, in cui non esiste speranza, redenzione o crescita, in cui l’umanità è confinata in una scintilla flebile, ma proprio per questo preziosa come una gemma, chiusa a chiave nel vano tentativo di impedirle di interferire con la missione che ci si è dati. Infatti, quello che rende estremamente lucida la follia della protagonista non è solo il bisogno spasmodico, delirante di vendetta è proprio il residuo di umanità, che esige di nobilitare la propria autodistruzione, darne un senso e un fine superiore. In questo senso, Irma Panova Maino esplora l’estremo confine della mente, quello che nessuno vorrebbe mai raggiungere, ma al massimo immaginare a freddo, con il giusto distacco. Ma il ritmo raffinato e il linguaggio ricco e denso sono troppo coinvolgenti per lasciare una via d’uscita: intrappolano il lettore all’interno di una nave che si sporge pericolosamente dal bordo del mondo.

La scelta dei temi, dei personaggi, delle situazioni che dipingono l’atmosfera e che costituiscono le tappe di questo viaggio danno un sapore terribilmente attuale a un dramma che, insito nella natura umana, è senza tempo e senza luogo. Ne La Resa degli Innocenti non c’è nulla di casuale o di arbitrario: ogni scelta è funzionale al racconto, necessaria, piena di significato. Per quanto sia particolareggiato e dettagliato, ampio e complesso, il romanzo non ha pause, guida l’emozione del lettore dall’inizio alla fine. L’incubo della protagonista si allaccia a storie che la cronaca ci propone. Ma la cronaca è superficiale, perché senza poesia non esiste viaggio nella profondità dell’animo umano.

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