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Recensione di Elisabetta Bagli

“Scintilla Vitale” di Irma Panova Maino, a cura di Elisabetta Bagli

“Scintilla Vitale” di Irma Panova Maino è un libro che oserei definire “felino”, per la scrittura fluida che la sua autrice usa, miscelando ironia e drammaticità senza mai perdere quel tono svelto e incalzante che è ciò che spinge il lettore a voler proseguire nella sua lettura senza sosta. Sin dalla copertina, si evince che il libro è stato ben ponderato e ben strutturato. Irma sapeva esattamente cosa dire.
Ci narra la storia di Carrie, Reese e Devlin, tre entità di natura diversa ma accumunate da quell’essere animale e divino che è presente in ogni natura, anche in quella umana di Carrie. I tre protagonisti, ben definiti, si muovono in un turbinio di sequenze e di movenze degne dell’andatura di un felino; si muovono in una città dai contorni non ben delineati, ma capace di creare l’atmosfera giusta per lo svolgimento di questo insolito urban fantasy nel quale Carrie, una donna affetta da Aids è costretta, dapprima per necessità, ma in seguito per piacere, a rimanere accanto a un vampiro e a un licantropo. Tra loro tre si crea un feeling inatteso che darà adito a una serie di eventi che porteranno il lettore a desiderare fortemente il seguito della storia.

E’ un libro nel quale vengono narrati diversi tipi di amore, sfumature di quegli amori così unici e differenti che pur sfociando nello stesso fiume, vanno al di là di tutto, oltre lo spazio e oltre il tempo.
Personalmente ho vissuto il libro come se fosse un film. Con la mia fantasia ho potuto disegnare esattamente gli ambienti, i personaggi e i loro movimenti.
“Scintilla Vitale” è davvero un libro piacevole e coinvolgente.

Elisabetta Bagli

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