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Intervista a Carrie

Questa intervista è posta a Carrie, la protagonista femminile del libro Scintilla keiraknightley-dot-net_domino-moviestills15Vitale scritto da Panova Maino Irma. Vi avviso fin da ora che l’intervista contiene alcuni passaggi che sono chiaramente degli spoiler e portano a comprendere molte delle dinamiche che si sviluppano nella trama. Il ritratto che si ottiene di Carrie è in linea con il suo carattere e con le peculiarità che la contraddistinguono dal suo essere un’antieroina. Non la classica ragazzina un po’ sfigata e poco appariscente, né tantomeno la bellona di turno a cui nessun maschio è capace di resistere. Gli uomini le ronzano intorno e richiedono le sue attenzioni sessuali semplicemente perché lei è una prostituta. Altri la seguono e la desiderano perché la vedono come una preda facile da raggiungere e da assoggettare. Tutti vogliono qualcosa da lei, tutti tentano di sfruttare le sue debolezze e la sua fragilità, ma nessuno pare volerle restituire delle attenzioni che siano genuine e prive di secondi fini. Gli unici due che riusciranno a comprendere il suo universo interiore, al di là delle apparenze, saranno anche gli unici due che proveranno sentimenti autentici per lei, benché complessi e controversi. Questo perché Carrie è un essere a cui non si può non volere bene, ma solo se la si conosce realmente attraverso quella scorza di cui ama ricoprirsi, per difendersi dal mondo esterno.

  1. Ebbene Carrie, partiamo dalla domanda più ovvia, perché fai la prostituta?Davvero vuoi che risponda a questa cazzata? Beh… evidentemente sì. Ok, va bene. Perché faccio la prostituta? Perché devo mangiare no? Perché devo anche curarmi e quelle maledette medicine costano un patrimonio. E anche perché… è stato il modo più facile per riuscire a sopravvivere sulla strada.
  2. Il rapporto difficile con tuo padre ha influenzato questo tuo modo di vivere?Scherzi? Oddio, se stai cercando di psicanalizzarmi hai sbagliato soggetto. Quello che tu chiami padre è stato per me un incubo a occhi aperti. Un essere che non ha fatto altro che sfogare su di me tutte le sue frustrazioni e le sue menomazioni maschili. Non lo chiamerei davvero padre… faceva proprio schifo in quel ruolo e sta decisamente meglio al camposanto con una bella croce piantata sopra.
  3. Dalla tua risposta si può dedurre che i tuoi rapporti difficili con gli uomini derivino proprio da questo. Oppure pensi che le difficoltà siano dovute dalle tue esperienze comunque controverse?Rapporti difficili è un modo fin troppo gentile per definire i miei trascorsi con il genere maschile. Prima di Reese e Devlin, gli unici uomini con cui ho avuto a che fare sono stati quelli che mi hanno pagato e quelli che hanno cercato di farmi la pelle. Un bel campionario, non c’è che dire. Quindi cosa vuoi che ti dica? Che ne so di rapporti con gli uomini?
  4. Va bene, parliamo allora di Reese. Sei stata attratta da lui fin dall’inizio?Oh no! Per carità! Spocchioso e arrogante com’era, l’unica cosa che mi faceva venire in mente era come piantargli un paletto nel cuore! L’attrazione è arrivata dopo e se mi chiedi quando, non te lo saprei dire. So solo che a un certo punto, probabilmente dopo l’entrata in scena di Devlin, mi sono resa conto che non era della dolcezza di Devlin che ero attratta, ma dalla rude crudezza di Reese.
  5. E come hai reagito al suo essere un vampiro?Come vuoi che abbia reagito? Nel momento in cui mi sono resa conto che era un succhiasangue, mi trovavo in bilico fra la vita e la morte, in balia di un pazzo furioso che voleva farsi delle nuove bretelle con striscioline ricavate dalla mia pelle. Il salvataggio di Reese è arrivato con un tempismo perfetto e in quel momento avrei baciato anche Babbo Natale se mi fosse venuto a salvare. Persino Gollum sarebbe stato il benvenuto. Quando mi sono resa conto che era veramente un vampiro, il trauma causato dal pericolo che avevo appena scampato si era già affievolito e il suo essere… diciamo diverso, era diventato un fatto ormai appurato. D’altra parte ero appena sfuggita da un mostro molto umano. Altro che vampiro!
  6. Quindi non ne sei rimasta troppo sconvolta? Non ti è parso strano?Strano era il mio ex fidanzato che concepiva il rapporto come un dare/avere a senso unico. Ovvero io davo sangue, tendini, muscoli, pelle e quant’altro e lui prendeva. Strano era l’uomo che si era spacciato per normale, inducendomi a credere in un sentimento che non sarebbe mai esistito, se non nella mente malata e deviata di quel maniaco. Strano era il suo bisogno di fare a pezzi l’oggetto del suo desiderio, pensando di raggiungere in questo modo un orgasmo cosmico. Cosa avrebbe dovuto sconvolgermi di Reese? Che era solo un vampiro, tra l’altro non intenzionato a mordermi, mentre il mio fidanzato umano era un sadico, maniaco, omicida?
  7. Passiamo allora a Devlin. Cosa ti ha colpito di lui?Devlin è un galantuomo. Una di quelle persone che ancora ti aprono le porte e ti scostano la sedia. Un essere attento a qualsiasi tua esigenza e sempre pronto a farsi in quattro per soddisfarla. Devlin è un amico. Nonostante tutto quello che è accaduto fra di noi e quello che abbiamo condiviso, principalmente Devlin è un amico. Semmai un giorno dovessi avere bisogno di qualcosa, so con certezza di poter contare su di lui.
  8. Tuttavia c’è stata una forte attrazione sessuale fra di voi. Dunque che cosa hai realmente provato nei suoi confronti?Affetto. Forse una forma più attenuata di amore. Non so nemmeno io come spiegarlo. In effetti all’inizio è riuscito a scatenare in me una reazione ormonale piuttosto notevole. Ricordo di aver seriamente desiderato un rapporto sessuale con lui fin dalle prime battute. Ma credo che fosse tutta una questione chimica. Sai… il mio sangue era alterato dall’HIV e questo in qualche modo variava sia il suo sapore che l’odore del ph della mia pelle. La mia disfunzione ormonale riusciva a darmi un afrore particolare che, a quanto pare, risultava essere afrodisiaco per determinati nasi sensibili. E comunque… insomma… lo avete visto no? Come si fa a resistere a un tale pezzo d’uomo?
  9. Ripensando al tuo passato, sei soddisfatta delle tue scelte, Carrie?Assolutamente sì. Alla fine credo che tutto il mio percorso abbia avuto un senso. Se non fossi stata ciò che ero non avrei incontrato Reese e se non avessi avuto il carattere forgiato nelle delusioni e nelle occasioni sprecate, probabilmente non avrei nemmeno conosciuto Devlin. Sai come si dice, no? Nulla avviene per caso. Sicuramente avrei sopportato meglio la mia adolescenza se avessi saputo cosa mi aspetta nel futuro. Ma forse non sarei stata così disperata se non avessi vissuto in modo così traumatico la mia adolescenza. Tuttavia, sono felice di essere arrivata alla mia meta e se il mio premio è questo, tornando indietro rifarei tutto daccapo.
  10. Dunque la Carrie di oggi è una donna felice?

    Una vampira felice, please. Sì lo sono. A dispetto di tutto lo sono. Anche se, ovviamente, non consiglierei a nessuno di percorrere la stessa strada che ho dovuto affrontare io. Certe esperienze si potrebbero tranquillamente evitare. Tuttavia, dopo aver domato il bisbetico brontolone, ora posso dire di vivere finalmente un rapporto normale, anche se il tutto sembra piuttosto paradossale, vista la situazione. Ma se posso, un consiglio piccolo, piccolo lo vorrei dare. Non perdete mai la speranza. Anche quando tutto sembra finire nella merda, può sempre esserci una Scintilla Vitale in grado di rischiararvi la vita.Keira-Knightley-Hair-6

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