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Poto Daniele

101 MOTIVI PER NON VIVERE IN ITALIA

101 motivi per non vivere in Italia è un lucido e doloroso pamphlet su tutto quello che non funziona nel paese in cui viviamo. Sulla scia dei maestri,  della lezione leggera di Ennio Flaiano e su quella istituzionale e rigorosa di Calamandrei e Gobetti. Una provocazione per partecipare e incidere nel segno della vigile memoria e della coscienza critica.

“So contare fino a 101 ma avrei potuto contare fino a infinito. Sei mesi di diario ipocondriaco attorno a quello che non funziona in quello che una volta veniva chiamato Belpaese. Con l’amore deluso di chi è costretto a viverci, come un separato in casa, ma che coltiva la speranza di cambiare.”

Il libro si propone di miscelare con scrittura giornalistica agile, polemica ma leggera alcuni motivi del disagio di vivere in Italia con  argomenti alti e bassi. Dunque dalla politica al tic dei telefonici, dal virus fiscale al potere delle lobby, dal complesso ebraico alla d meritocrazia. Un piccolo atlante condivisibile del fastidio crescente in cui riconoscersi. Tra lucidità e ipocondria, eccentricità e realismo. 101 piccoli e grandi fotografie scattate da una polaroid e affacciate sull’Italia contemporanea.

L’Autore

Daniele Poto è nato a Roma nel marzo del 1954 e si è laureato in lettere moderne presso l’Università di Roma nel 1977 discutendo una tesi su “Cinema e letteratura” con il prof. Walter Pedullà riportando la votazione di 110 con lode.
Nel mondo dei quotidiani ha svolto collaborazioni con il Messaggero, il Corriere della Sera, Il Tempo, la Repubblica (inserto viaggi), Olimpico. E a suo tempo per Reporter, Paese sera, Liberazione (nella versione del quotidiano radicale), Lotta Continua, Gazzetta del Popolo (fino all’estinzione), Prealpina.
 Nel 2001 ha iniziato in proprio un’intensa attività editoriale pubblicando per primo il volume “Brindisi basket” a cui hanno fatto seguito “Un’anima in fondo al canestro (segnalazione premio letterario Coni 2004), “Un delitto per male”, “Romanzo finale”, “La carambola”. Nel novembre del 2010 ha proposto per i tipi di gruppo Abele Ega “Le mafie nel pallone”di cui sta attualmente curando la seconda edizione. Contemporaneamente ha pubblicato un noir intitolato “Nessuna pietà per i vinti” per Frog Editore.
Nella primavera del 2012 è uscito un suo ulteriore libro in titolato “101 motivi per non vivere in Italia”. Attualmente sta scrivendo un libro a quattro mani con Paolo Vinai che uscirà entro la fine del 2012 intitolato “Le convergenze parallele”, storia di due città (Roma vista da Torino e viceversa).
Daniele Poto certifica che questo è il suo penultimo libro. Ha smesso di contarli nel passato, non fa progetti per il futuro. In fondo questo è un romanzo d’amore, non un saggio sull’odio e trasuda i suoi umori estenuati e, anche, il suo cinismo, la sua sensibilità, il suo amore per la vita.

Daniele Poto è un giornalista che per proprietà transitiva fa inchieste scomode e di conseguenza è un giornalista scomodo. Nel suo precedente libro, ha affrontato lo spinoso argomento delle mafie nel calcio, un mondo dove si fa finta che gli arresti di due o tre calciatori coinvolti, abbia debellato un giro di centinaia di milioni in mano alla criminalità organizzata. La sua ultima opera giornalistica ci porta a esaminare i vizi di un paese in cui sembra che la fuga sia l’unica controffensiva possibile. A cura di Ettore Zanca.

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