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Recensione di Alessia Cutrufo

Una discendenza, al confine tra il magico e l’umano. Una promessa, e con lei la certezza del ricordo perenne. Due sorelle, che pur divise condivideranno lo stesso destino. Questo ciò che compone il romanzo “La stirpe di Agortos”, misto all’inevitabile immedesimazione del lettore in uno dei tanti personaggi che lo animano. Uno di loro sarà la guida nella lettura, e con esso si percorreranno i sentieri in un bosco intricato di passione, ricordi, avventura, riti e strane creature.

Una scrittura coinvolgente, che prende per mano il lettore, lo accompagna pagina dopo pagina in un mondo che sembra essere “vivo” e reale, la pelle ascolta le sensazioni e il cuore le batte con colpi decisi. Un ritorno alle origini, una riscoperta di ciò che si è realmente, del proprio legame con la terra, con il bosco e i suoi misteri. Un destino segnato da un’antica promessa, di un padre che amava profondamente le sue figlie e che le ha affidate a protettori magici. Una trama in cui i personaggi sfilano e si muovono in un’escalation che sembra quasi travolgere il lettore fino all’ultima riga, mantenendo sempre tesa l’attenzione.

Le storie delle due sorelle si intrecciano, si toccano, si allontanano di nuovo, camminando su un filo sottile e dorato che le accompagnerà poi al compimento del loro destino.

Anika e Airen, diverse, ma nello stesso tempo così profondamente simili, due figure di fronte allo specchio, separate solo da un vetro sottile che dona alla prima la capacità di credere e portare avanti gli insegnamenti del padre Agortos, senza porsi domande, con una fiducia innata verso quell’uomo che le aveva donato la vita, e che solo alla fine scoprirà avergliela anche salvata. Airen separata dalla famiglia, sembra inizialmente non aver compreso la tradizione e la magia che le era stata tramandata, ma il fato metterà nel suo cammino tutti gli strumenti per ricongiungersi con quel suo passato che forse aveva dimenticato. È una lotta di due cuori, in bilico tra presente e passato, impegnati per costruire un futuro che si dipinge di tinte oscure. Il dolore sarà filo conduttore che le accompagnerà a ritrovarsi e a scorgere un futuro anche dopo aver perso tutto.

L’amore profondo delle due sorelle per il padre e la madre, il tradimento a fin di bene della loro balia, il sentimento che nasce per un giovane ragazzo, sono cornice delle loro gesta. Man mano che le pagine scorrono sotto gli occhi del lettore, diventa impossibile non prendere per mano uno dei personaggi, non condividere con lui i suoi dolori, le sue lotte e le sue passioni. In esso c’è parte di ognuno di noi e ci svela come, per quanto rischioso, il destino compierà il suo cammino solo se ci abbandoniamo con fiducia ad esso.

Tra magico e reale si materializzano ai nostri occhi creature fantastiche, pietre ed erbe, riti e visioni,  al confine tra la favola e la più vera delle vite… un confine labile che il cuore del lettore arriverà a oltrepassare solo all’ultima riga sperando, in cuor suo, l’imminente compiersi del lieto fine.

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