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Recensione di Nicoletta Berliri

I nostri scarponi sulla via Francigena di Elena Moscardo

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Paralleli e Meridiani.

La vita è come un pellegrinaggio e un pellegrinaggio ti cambia la vita. Quasi alla fine del capitolo venti, vi è l’annotazione che, a mio giudizio, costituisce la chiave di lettura del libro e con la quale concordo pienamente.
Il libro narra le vicende del pellegrinaggio compiuto dall’autrice, insieme al marito Alessandro, in occasione del Giubileo dell’anno 2000.
I 380 chilometri percorsi a piedi da Modena a Roma, si dipanano con linearità e semplicità in agili capitoli di poche pagine, in un diario quotidiano dove, le notizie storiche e logistico/geografiche, sono affiancate da riflessioni sull’esistenza, sulla vita a due e sulle motivazioni della fede in Dio. Sicuramente la fede è il complemento necessario e il motore primo del viaggio effettuato lungo la Via Francigena ricalcando le orme dei pellegrini medievali, ma le ricorrenti annotazioni delle differenze tra ieri e l’oggi, individuano una linea di demarcazione precisa tra il passato e il presente. Oggi, infatti, le Chiese e le Pievi situate lungo il tragitto sono chiuse e in abbandono salvo qualche significativa eccezione come l’Abbazia di Sant’Antimo, mentre nel Medioevo, la Via era frequentata e ben segnalata a dispetto della minore densità di popolazione.

La narrazione procede in modo lineare e, a poco a poco, decolla come se l’allenamento delle gambe dei protagonisti procedesse di pari passo con l’incremento della fluidità nella scrittura della Moscardo. Qua e là si notano lievi sbavature nello stile con periodi talvolta involuti e un utilizzo non sempre corretto della punteggiatura, anche se il contenuto domina prevalendo sullo stile. I ritratti dei personaggi incontrati sono convincenti e la pratica dell’affido delle preghiere ai pellegrini può sorprendere ma ci ricorda che l’evoluzione tecnologica è molto più rapida di quella degli usi e costumi negli esseri umani.
Alla fine di ogni capitolo, vi sono delle digressioni interessanti sui grandi temi del pellegrinaggio a partire dalle motivazioni, cosa spinge l’uomo moderno a compiere un tragitto così lungo e impegnativo a piedi, per proseguire con la riflessione sulla differenza tra andar da soli oppure in coppia, concludendo con gli obbiettivi dettati dalla fede.
In definitiva il racconto di viaggio procede in modo coinvolgente e ritengo che ciascuno possa trovarvi un pezzettino di sé, anche i non credenti, perché ognuno ha la propria fede, se non in un’Entità superiore, almeno negli obiettivi e nelle aspettative.
Per un momento di riflessione e introspezione, consiglio quindi la lettura de’ I nostri scarponi sulla Via Francigena.

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