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Intervista a Cinzia Morea

Intervista a Cinzia Morea, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreCostantino
Ho iniziato a scrivere alcuni anni dopo aver imparato l’alfabeto e non ho più smesso, inventare storie e metterle su carta mi è sempre piaciuto, e poi la scrittura mi permetteva di entrare anche fisicamente in un mondo magico: ricordo che per anni ho avuto l’abitudine di scrivere con la stilografica (ma a volte anche con pennino e calamaio) a lume di candela (non sono diventata miope per niente) sul retro di vecchi fogliacci ingialliti recuperati qua e là. Inutile dire che quando mi cimentavo in qualcosa di più lungo di un racconto di una decina di pagine era difficile che arrivassi al termine della mia opera. Perdevo un sacco di tempo per preparare “gli strumenti” e poi mi distraevo facilmente per leggere. Leggere era la mia vera passione, a casa si stufavano di vedermi girare ovunque con un libro in mano, e se scrivevo era per cercare di calarmi più a fondo nelle storie che mi appassionavano. Crescendo sono diventata più pratica, ho abbandonato boccetta di inchiostro e cera d’api ma la scrittura ha continuato ad appassionarmi. Le mie variegate letture sono diventate una fonte di ispirazione per le mie storie, così è successo che un giorno, invece di abbandonare a metà la narrazione l’ho portata a termine ed ho avuto in mano il mio primo romanzo. In seguito, cercando in rete consigli su come pubblicare, ho avuto la fortuna di imbattermi nel Rifugio degli Esordienti e nella Edizioni Esordienti Ebook.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Gli spunti migliori li colgo durante il cammino. Ho il vizio di concedermi lunghe passeggiate in mezzo al verde, durante le quali le idee arrivano da sole e strane associazioni di avvenimenti quotidiani, frasi captate per caso, ricordi acquistano improvvisamente una nuova luce e danno inizio ad una storia. Oltre a questo, come ho già accennato ci sono i libri, per me sempre grande fonte di ispirazione.

Parla della trama del tuo libro
Costantino al Festival delle Nuvole si ispira all’idea della ricerca. C’è un racconto di Michael Ende (Dagli appunti di Max Muto, il viandante del mondo del sogno) in cui al protagonista viene assegnato il compito di scoprire a che punto sia la costruzione di una città nel deserto. Se ci riuscirà otterrà la concessione di qualcosa che gli è necessaria per portare a termine un altro compito assegnatoli in precedenza, da cui dipende la possibilità di cimentarsi con un’impresa ancora precedente, e così via in una quasi infinita catena di fatiche, più ardue di quelle di Ercole, portate a compimento le quali Max Muto potrà finalmente tornarsene a casa. Ed a questo punto si arriva alla svolta cruciale di questo racconto, che mi ha sempre affascinato, Max Muto non tornerà sui suoi passi perché gli piace viaggiare, ma cosa sarebbe successo se a trovarsi coinvolto in un inestricabile groviglio di incarichi da portare a termine una in funzione dell’altra fosse stato uno come Costantino, a cui viaggiare non piace più di tanto? Da quest’idea sono partita. Si sono aggiunti poi il festival delle nuvole, che avevo voglia di visitare (in un racconto è ovvio) già da un po’, ed il mio amore per i cani. Ecco tutto. Alla trama del mio romanzo non ho accennato, alla fine, che oscuramente, ma è sempre possibile andare a leggerlo, dato che Piera Rossotti Pogliano ha accettato di pubblicarlo, cosa per cui sempre la ringrazierò.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
I miei personaggi nascono in genere da uno stato d’animo o da una situazione, dall’immaginare cosa penserebbe o farebbe al mio posto qualcuno diverso da me; a volte si ispirano a persone che ho incontrato in passato, altre volte sono completamente inventati, ma, suppongo, finiscano nell’uno e nell’altro caso per essere influenzati dalle mie esperienze e quindi in qualche modo anche da lati del mio carattere. L’intento con cui scrivo è comunque quello di riuscire a dar loro un’individualità propria e convincente, a volte ci riesco, e allora i miei personaggi possono iniziare a comportarsi in maniera sorprendente anche per me. È allora che scrivere diventa davvero appagante.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Ho sempre pensato di voler scrivere fantasy (anche se la mia prima passione sono stati i racconti di fantasmi); per ora ho pubblicato due romanzi per ragazzi e ne ho previsto un terzo, ma l’avventura di scrivere è talmente coinvolgente che non vorrei rimanere legata ad un unico genere. Penso senz’altro di sperimentarne altri, vediamo cosa sarò capace di fare, a prescindere dal genere.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Le avventure di Costantino e Nube non si sono ancora concluse, li ho lasciati dispersi in un mondo sconosciuto; scriverò un ultimo romanzo incentrato su di loro, poi mi concentrerò su altre idee. Ho già preso qualche appunto per un paio di storie che, per riagganciarmi alla domanda precedente, appartengono a due generi completamente diversi.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Questa è una domanda difficile, io stessa ho sempre bisogno di consigli. Consiglierei forse di continuare ad appassionarsi alla lettura, di ispirarsi a ciò che si legge per poi staccarsene per trovare una propria originalità. E di sostenere i colleghi.

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