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Intervista a Lorena Marcelli

Intervista a Lorena Marcelli, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autorecollina girasoli
Ho iniziato a scrivere da adolescente , ma poi, per un lungo periodo, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per timidezza, ho chiuso a chiave il cassetto dei miei sogni e ho lasciato lì dentro la voglia di raccontare le mie storie. Nel 2011 , dopo aver, in un certo senso, realizzato la mia vita personale e professionale, mi sono iscritta a un corso di scrittura creativa e, da quel momento in poi, le storie che erano rimaste custodite nella mia mente hanno, finalmente, trovato una via di fuga. Da allora ho scritto moltissimi racconti brevi, vincendo decine di concorsi nazionali, e sette romanzi, di cui cinque pubblicati con diverse Case Editrici.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
La mia scrittura è ispirata dalla realtà in cui vivo . Sono un’attenta osservatrice, e, per questo, colgo anche la più piccola sfumatura nelle storie delle persone che, anche per motivi di lavoro, incontro quotidianamente. Queste sfumature vengono, poi, tradotte in racconti. Il mio stile è molto semplice e lineare. Uso pochi aggettivi, convinta che si possa raccontare molto con poche parole. Basta trovare quelle giuste.

Parla della trama del tuo libro
Topazio, Perla, Giada e Ambra Diamante. Quattro sorelle che portano dei nomi particolari, scelti dal padre orafo. Quali nomi avrebbero potuto avere quattro donne con un cognome simile, se non quelli delle pietre preziose indicate come figlie della terra? Le sorelle Diamante sono ricche e benestanti, ma non hanno nulla in comune e non si sopportano a vicenda. Topazio, la maggiore, legge solo i fotoromanzi e impara a memoria aforismi e proverbi, che cita ogni volta che parla, per dare sfoggio di una saggezza che non le appartiene. Il suo carattere fragile la spinge a fare scelte sbagliate, che sfoceranno in una depressione post partum che la porterà a rifugiarsi dietro facciate apparenti, dietro la falsa immagine di imprenditrice di successo , che le è necessaria per non accettare i suoi fallimenti; Perla è la sorella che somiglia più di tutte a Luisa Fiore, la madre, donna inquieta, immorale e superficiale, che trascura le figlie e che passa la vita a tradire il marito, davanti agli occhi di tutti e che pagherà con la solitudine affettiva la sua volubilità. Ambra e Giada sono le uniche sorelle che, da adulte, scoprono di volersi bene davvero e che riusciranno a dare alla loro vita una direzione diversa, rispetto a quella delle altre due sorelle, che vivono nell’invidia e nell’ipocrisia. Le ragazze, fin da piccole, ogni estate, vengono inviate in campagna, nella casa dei nonni paterni, circondata da campi di girasoli , dove ad accoglierle trovano sempre la zia Elia, la zia che tutti, in paese, chiamano la “matta”, solo perché ha rifiutato di sposare l’uomo più ricco del paese, vedovo e brutto come la paura. «Mi sposerò solo per amore» affermava con convinzione Elia, ma l’appellativo che le era stato affibbiato in paese aveva distrutto i suoi sogni. Nessun giovanotto del luogo si era più avvicinato a lei e la matta aveva riversato tutto il suo amore sulla nipote più piccola, Ambra, che, da adulta, torna al paese per curare e assistere la zia durante gli ultimi giorni di vita. Ambra è l’unica che ha sempre amato quella famiglia e la semplice vita della provincia e non esita nemmeno un istante prima di lasciare la casa natia dopo la morte di suo padre. In campagna la ragazza ritrova se stessa, decide cosa voler fare della sua vita e lì, una sera d’estate, incontra l’uomo che, in seguito, diventerà suo marito. Con Killian Ambra trova la felicità e l’amore incondizionato, lo stesso amore che, prima di allora, ha ricevuto solo dalla zia e che ritrova in Giada, dopo la morte di Elia.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Le dinamiche che, nel corso della storia, si sviluppano nel rapporto fra le sorelle Diamante sono, in un certo senso, autobiografiche. In genere, però, i miei personaggi sono completamente diversi da me e non hanno nulla, o quasi, del mio carattere.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Prediligo il Thriller storico, ma mi piace e mi diletto a scrivere qualsiasi genere, però non riesco a scrivere storie “troppo romantiche”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Mi piacerebbe vedere tradotto in inglese un romanzo a cui tengo molto e poi concludere la stesura di uno storico, basato su una storia vera, accaduta in Irlanda nel 1324 , e che ha come protagonista Alice Kyteler, meglio conosciuta come “La strega di Kilkenny”.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Gli consiglierei di non avere fretta e di non voler pubblicare a tutti i costi. Un buon romanzo deve avere, alle spalle, anni di lettura e di studio. La storia dei personaggi deve essere sempre supportata dalla storia “sociale” del periodo in cui si svolge e, in molti testi, non si trova alcun riscontro del periodo storico. Un lettore attento nota queste cose e, difficilmente, tornerebbe a leggere un testo di quell’autore. Per questo motivo se, davvero, si vuole diventare scrittori, si deve anche, necessariamente, diventare “storici” e, per far sì che questo accada, occorre molto tempo e poca fretta di arrivare in cima alle classifiche di vendita.

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