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Intervista a Valeria Marasco

Intervista a Valeria Marasco, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreSolo un attimo
Ho cominciato a scrivere dall’età di otto anni circa, scrivevo romanzi brevi, se così si possono chiamare le bozze di una bambina, ma poi, crescendo, ho accantonato questa mia passione per dedicarmi alla grafica e successivamente alla musica. Solo un Attimo non è il mio primo romanzo, Nei tuoi occhi è un fantasy tutt’ora presente su amazon (ma che presto verrà rivisitato e adeguato al mio attuale stile) ed è stato scritto durante il mio penultimo anno di studi presso il Conservatorio di musica. Il mio compagno mi ripeteva spesso che dopo il mio primo lavoro, dovevo cimentarmi subito su qualche altra storia, così da non “perdere la mano” (se così si può dire) e anche per migliorare il mio stile. Ovviamente, ha avuto ragione e questo racconto mi ha dato modo di capire meglio cosa volevo scrivere, che strada scegliere e quale stile di scrittura fosse più adatto a me. È un romanzo a cui sono legata per diversi motivi e in sostanza, dopo le prime pagine, ha continuato ad alimentarsi da solo fino a che non ho pensato che avesse bisogno di un seguito. Ed è cominciata così l’idea della trilogia “Qualcosa è cambiato” che per ora conta solo i primi due volumi. Tornando da te, il secondo capitolo della serie, è stato pubblicato da appena un mese.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Nelle interviste realizzate per alcuni blog interessati al mio libro, ho risposto spesso a questa domanda: dove trovi l’ispirazione? Ogni volta mi sono trovata a riflettere sulla risposta cercando di dare una spiegazione più concreta, ma la verità è che l’ispirazione, per me, è ovunque. Cerco di scrivere quello che i personaggi mi sussurrano. Come se fossi un semplice tramite, io mi limito solo a descrivere i luoghi in cui vogliono andare o a lasciare spazio ai loro rapporti interpersonali. La mia ispirazione nasce da ogni luogo, da ogni azione, da ogni persona che osservo. È sempre stata una mia caratteristica quella di osservare le persone, un sorriso genuino nato all’improvviso, la rabbia celata da uno sguardo sfuggente o il nervosismo dato dal tremore delle dita. Amo osservare e descrivere al pubblico ciò che vedo perché alla fine si tratta di questo, visualizzare una determinata scena nella mente e cercare di renderla bene nero su bianco.

Parla della trama del tuo libro
“Solo un Attimo” potrebbe essere inserito tra i romanzo rosa, ma in realtà non so ancora bene come definire questo mio lavoro. La storia narra di Sarah Berardi, una grafica pubblicitaria e donna molto indipendente, che pensa solo a raggiungere i suoi obiettivi lavorativi. Con lei ci sono due grandi amiche, Lisa – il suo capo- e Jenny – amica di sempre. Le giornate di Sarah sono stabili e ripetitive, fin quando in un giorno qualsiasi le capita di scampare un incidente per miracolo. Sarà quel momento in particolare a determinare una serie di eventi inaspettati, a cominciare dalla conoscenza del suo nuovo e insopportabile collega Christian Grigori. Tra i due nasce subito l’attrazione ma entrambi sono frenati per motivi diversi. Il fato riserverà eventi e situazioni imprevedibili e il loro mondo verrà sconvolto fino ai limiti dell’inverosimile. Sarah potrebbe essere definita come una donna frenata, cerca di dar! e una impostazione rigida alla sua vita per evitare sofferenze, ma dentro di sé ha un cavallo imbizzarrito che muore dalla voglia di essere liberato e di vivere la vita appieno. Christian è un uomo benestante e abituato ad avere il controllo su di tutto, per lui i sentimenti veri sono un territorio inesplorato e si è sempre circondato di donne superficiali e facilmente gestibili. Una donna come Sarah, però, può cambiare le carte in tavola e lasciarlo confuso e, per la prima volta nella sua vita, incapace di controllare la situazione. In che modo il destino potrà far restare unite due persone così diverse ma anche così simili evitando che si sbranino a vicenda?

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Nelle mie storie c’è sempre qualcosa di mio, le protagoniste femminili hanno sempre un pezzetto di me. Prendiamo i tre volumi della trilogia per esempio, Sarah in “solo un attimo” è una donna determinata, creativa, sarcastica e tanto altro, ma cerca di essere quella che non è, di darsi una “regolata” per apparire fredda e priva di emozioni per evitare delusioni e false speranze, cosa molto lontana da quella che è la sua vera natura. In lei, c’è un pezzetto di me. Nel secondo volume leggerete di Lisa, il capo di Sarah e sua migliore amica. Si tratta di una donna molto, molto rigida, abituata a lottare con una madre prepotente e che spesso la fa sentire inadeguata, cerca di essere sempre perfetta e impeccabile, ma come ogni essere umano… fallisce miseramente nell’impresa. Vorrebbe essere libera come Jenny, sicura come Sarah e vorrebbe capire come vivere la vita e non limitarsi ad esistere per lavorare. Anche in Lisa c’è un pezzetto di me. Jenny, di cui parlerò nell’ultimo volume, è la più spericolata e scapestrata delle tre. È la caricatura di stessa a volte, vive alla giornata, le fanno paure gli impegni a lungo termine e odia sentirsi costretta oppure obbligata a fare qualcosa. Vive come vuole, ma è imprigionata in questo suo modo di vedere le cose. La verità è che vorrebbe disperatamente qualcuno che l’aiutasse a capire da che parte andare, che la facesse ritornare con i piedi per terra e che la prendesse sul serio. Perché per quanto sembri sempre tutto buffo e leggero per lei, è una donna sensibile e fragile. E anche in Jenny c’è qualcosa di me. Una persona non è mai solo tonda o quadra, ha mille sfumature e forse… c’è un po’ di tutte noi in ognuna delle donne da me descritte.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Io amo leggere romanzi rosa, fantasy e thriller, per cui, amo scrivere storie che abbiano questi stili. La trilogia “Qualcosa è cambiato” è rosa, ma il mio primo e romanzo è un fantasy e quello che sto scrivendo in contemporanea all’ultimo volume della trilogia, è un thriller. Non prediligo un unico genere di scrittura quindi, però la componente comune a tutti i miei romanzi è l’azione. La trilogia, ad esempio, non racconta solo le classiche storie d’amore di un lui e di una lei, ho inserito alcuni elementi fatalisti che spingeranno i protagonisti al loro limite e che li riporterà alla loro quotidianità con una consapevolezza di loro stessi e della loro vita, diversa.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Non ho grossi progetti per il mio futuro, amo vivere alla giornata, ma auguro a me stessa di continuare a scrivere, di continuare a dare voce ai miei personaggi e di far innamorare quante più persone delle mie storie. Perché fin quando si sogna, si vive.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Il consiglio che mi sento di dare a chi, come me, cerca di trovare il proprio spazio all’interno del vasto panorama letterario odierno, è di scrivere per voi stessi. Personalmente scrivo perché sento il bisogno di dare libero sfogo alla mia creatività, perché amo realizzare storie nuove e diverse, perché la sensazione che un prodotto finito come un romanzo mi lascia, è qualcosa di indescrivibile. Io consiglio di non scrivere con l’intento e l’obiettivo di accontentare il pubblico e cercare di fare soldi, consiglio di scrivere per il puro piacere di farlo. Solo così avrete qualcosa che nessuno potrà togliervi, neanche se giudicata male o inadatta. Scrivete per voi e per nessun’altro.

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