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Recensione di Elisabetta Bagli

La silloge poetica di Anna Maria Mustica Raffaele “Lo scrigno dei ricordi senza tempo” è un colloquio con l’anima che l’autrice fa con se stessa analizzando le proprie esperienze di vita. Il tema principale di questa silloge è l’amore che annulla la ragione e che, a volte, al contrario, deve arrendersi a essa. Le immagini e i pensieri si snodano veloci donandoci colori e profumi delicati e talvolta audaci, breve illusione di una passione senza tempo che viene vissuta negli unici attimi in cui la vita decide di far incontrare di nuovo i due protagonisti. Le liriche che compongono questa raccolta sono delle fotografie che si impreziosiscono di passioni e di slanci alla ricerca di un equilibrio duraturo che non si potrà mai raggiungere considerando la realtà costituita dai vuoti causati dall’assenza dell’amato. In “Amato soldato” si legge l’ammirazione per il proprio soldato, per la sua professione che porta sollievo a tanti cuori e a tante mani disperate, lontane ,e nel contempo, si evince la sua condizione di donna in attesa che non trova riparo in niente di quanto la circonda durante i giorni di assenza del suo soldato (“La luna si spegne e non consola, ancora un altro giorno che muore”). La stessa struggente intima verità che si riscontra nella poesia “Per non morire lo attendo”, lo attendo in un sogno.

Spesso i suoi versi hanno un tocco onirico (“Mille voli di gabbiani”, “Riposa nei sogni”, “Ancora una volta”), versi sui quali le sensazioni e i ricordi che riemergono da un passato prossimo confluiscono nel subcosciente posandosi, trasportati da “Un soffio di vento”, su quel mare luccicante di lacrime, imploranti il desiderio del ritorno dell’amato. Il sogno perfetto dipinge con rapide pennellate pensieri e considerazioni, fissate nella memoria giusto il tempo necessario a far spazio a nuovi pensieri, a nuove visioni, a nuove solitudini, alla speranza non ancora sconfitta di una futura rinnovata felicità.
L’autrice descrive una felicità vissuta che ha sempre caratteristiche di temporaneità. Nelle sue liriche, la felicità da sempre ricercata, sfiorata, adulata poi sfugge di nuovo tra le dita ed è costretta a riviverla nei ricordi dei momenti che furono.
Poesie leggere e dirette che nascondono una grande profondità che toccano le corde private di ciascuno di noi che si ritrovano nel dolore dell’assenza e della solitudine (“Gelida notte”, “Un’ultima volta”) o anche nella più carnale “Notte di luna” nella quale il dolore viene mitigato dal ricordo “Fra petali di stelle” dove “vampa arde e divora” la “notte di luna notte incantata creata per gli innamorati”.La prima silloge poetica di Anna Maria Mustica Raffaele è composta da poesie, alcune brevi ma incisive, altre lunghe simili a odi musicali, facilmente riconoscibili nello stile lineare e diretto che usa l’autrice per trasmettere la sua idea di amore.
Personalmente, avrei curato un po’ di più la ricerca di alcuni vocaboli. Ma questa silloge poetica è veramente uno scrigno dei ricordi dal quale attingere ogniqualvolta si voglia ricordare e sognare l’amore. Una scoperta.

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