Crea sito

Recensione di Marina Atzori

Che cosa stai aspettando! di Lu Paer

Rimango immediatamente colpita dalla buona causa che racchiude in sé questo singolare manoscritto.che cosa stai aspettando! Appoggiarla mi sembra il minimo, dal momento che, dagli animali abbiamo soltanto da imparare. Non possiedono certo intelletto, su questo non ci piove. Tuttavia si tramutano spesso in chiavi risolutive di situazioni umane veramente al limite; rivelandosi quell’ultimo pezzettino di corda robusta al quale ci aggrappiamo quando stiamo per precipitare. La protagonista in questione, si trova senza ombra di dubbio di fronte ad una serie di precipizi da cui si salva veramente “per un pelo.” Non potevo trovare una metafora più adatta, dal momento che chi detiene lo scettro dei suoi salvataggi in extremis sono gli animali: cani, oche, cavalli una sorta di famiglia nella quale si racchiude il tentativo disperato della protagonista di trovare soluzioni a situazioni veramente difficili, che la coinvolgono in prima persona. Un nucleo familiare in cui si se! nte schiacciata, oserei dire alienata, quasi inesistente. Una madre severa che non pare darle la consueta forza che dovrebbe caratterizzare la figura femminile più importante della vita di una persona. In sostanza ci troviamo di fronte a un’infanzia da incubo. Le interpreti sono le ripercussioni di un passato greve che perseguita come un’ombra una donna disperata. L’abbandono ancora una volta colpisce e lascia il segno. Esso infatti trascina con sé disagi e desiderio di solitudine voluta e ostinatamente cercata. Si scatenano quindi una serie di buchi neri nei quali diventa impossibile scorgere persino una timida luce. Mi permea qualche brivido leggendo alcune righe di “confessioni” intime e sregolate che trapelano estrema profondità da parte dell’autrice: “Mi chiuse fuori, era fine novembre e faceva un freddo cane. Trovai sul pianerottolo un copriletto di tela leggero, era il suo augurio della buona notte”. E poi : “Forse è anche per questo che non h! o mai voluto figli, per il timore di fare lo stesso errore”.! Frasi c he raggelano, che confondono da subito; seguono poi una serie di motivi per cui ci si ritrova a scrivere di una sofferenza così forte. Una serie di eventi che lasciano col fiato sospeso si mischiano a sogni premonitori che mettono i brividi. Emergono l’esperienza di un primo compagno di cui dapprima si innamora e poi ne subisce le violenze, la coscienza toccante attraverso la quale racconta la malattia della madre. E qui di nuovo pelle d’oca: “La notte era un incubo, aspettavo che si addormentasse e poi toccavo piano piano la sua mano con la mia, pregando con tutte le forze che un po’della mia vita andasse a lei e un po’ del suo male a me.”. Ho trovato questo passaggio decisamente commovente. Un modo di raccontarsi al limite della nudità e della generosità dell’anima. Seguono altri terribili accadimenti: abusi di alcol e psicofarmaci, inciampi intermittenti dove, francamente, rialzarsi è oramai diventato un’utopia. Ciò nonostante, gli animali seguitano i! n questo stordimento a darle la forza di non lasciarsi morire. Una tragicità raccontata con schiettezza e sobrietà: questo è il filo conduttore che tiene il lettore incollato. Una tragica lucidità che fa impallidire il lettore. A un certo punto del romanzo, la protagonista, si chiude a chiave, in camera, fingendo di dormire terrorizzata dai gesti violenti e incontrollati del suo compagno. “Non prendevo sonno… ” scrive, con un’impercettibile fragilità. Si distingue un disequilibrio psicologico dovuto agli eventi che lasciano atterriti e allo stesso tempo impietriscono. Contemporaneamente a tutto questo, denoto anche la sua dolcezza nei confronti dei suoi unici elementi liberatori; l’incauto acquisto dell’Oca Anita ne è l’ esempio: fior di quattrini investiti al fine di non farla bollire in pentola! Questo passaggio palesa l’amore incondizionato e a qualunque costo per i suoi compagni di “viaggio”. In questo romanzo, ci sono anche richiami alla poesi! a che non possono lasciarmi indifferente, leggete infatti cosa! esprime a un certo punto: “Ho creduto di proteggermi chiudendo ogni finestra”. Ecco, qui devo soffermarmi: l’autrice rivela, in questi versi che portano a riflettere la sua disperazione, quasi come fosse di fronte a uno specchio. Ed è proprio attraverso questo specchio di poesie che percepisco la sua viscerale sensibilità. Si sente piccola e impotente e rimane irretita dal suo non trovare una meta, che forse neppure cerca. Brancola continuamente nel buio attraverso rapporti occasionali tesi a recuperare denaro perso, facendo sortire il suo “dolore segreto, silenzioso come un grido sopito”, definendoli “l’ennesima droga di cui si stordiva”. La stesso biglietto lasciato da Brando, l’uomo dal quale rimane stregata, si chiude con una frase emblematica: “ Non ti cercherò più. Sei libera amore mio”. La protagonista viene trafitta da questo addio, rimanendo nuovamente posseduta e prigioniera da “un cielo tormentato di nubi, squarci di luce nel buio” che prom! ette un ulteriore supplizio. Sentimenti di pace e angoscia racchiudono quest’Opera veramente interessante per i risvolti psicologici, che zampillano come fuochi d’artificio. Concludo dicendo che gli animali rivestono un ruolo importante, terapeutico anche in casi estremi come questo. Chi non vorrebbe chiamare l’amico più fedele dell’uomo Ciccio Pelliccio? Oppure chiamare il proprio cavallo Rinaldo? Ecco dulcis in fundo qualche spunto empatico e sensibilizzante che custodisce questa storia dal sapore acre e di un agrume raccolto fuori stagione. Il fine ultimo di questo libro è degno di nota. Aleggia un obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica con questo argomento. Nel contribuire a questo piccolo e nobile progetto diamo un segnale positivo, dimostrando noi stessi impegno e solidarietà. Gli animali, sono finalmente, educatori alla diversità, e possiedono uno scopo terapeutico dimostrato. E’ proprio con loro che si scopre in qualche modo il significato d! el concetto di rispetto, imparando che non sono dei giocattoli! , ma dei veri e propri compagni di vita. Perché non contribuire a una nobile causa mentre ci si immerge in una lettura appassionante e profonda come quella di Lu Paer? E allora vien da dire, indovinate un po’… COSA STATE ASPETTANDO!

Link all’acquisto – Amazon

Related Post

Leave a reply:

Your email address will not be published.

15 − 2 =

*

Mobile Sliding Menu

Translate »