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Recensione di Andrea Leonelli

Non altro che me stesso di Lu Paer

non altro che me stessoIn questo libro, l’autrice narra una storia particolare sotto molti punti di vista.
Intanto è scritto al maschile, cosa che non è mai facile per una autrice donna. Infatti, immedesimarsi nel modo di pensare “dell’altra metà del cielo” non è mai facile. Inoltre, la specifica metà del cielo di questo libro, ovvero il suo protagonista, è decisamente cupo e tempestoso: dopo aver assistito alla morte (incidentale?) di una donna, in lui scatta qualcosa, una frenesia. L’evento gli apre gli occhi sulla caducità della nostra esistenza e lo spinge a interrogarsi sulla propria vita.
Diventa, da quel momento, quello che potremo definire un uomo in lotta con la sua esistenza, con quello che ha davanti a sé sia nel futuro immediato che in quello a lungo termine. Si accorge che, oltre a non esserne soddisfatto, non è quello che vorrà trovarsi a vivere.
La sua prima reazione è fuggire per poi andare alla ricerca di una nuova strada senza interferenze esterne.
Rimane sospeso, per brevi tratti della storia, fra recuperare il tempo perduto e vivere ogni giorno come fosse l’ultimo. In questi momenti di riflessione guarda a quello che aveva nel passato, come cercasse di capire che via stesse seguendo e in che punto avesse sbagliato strada, per ritrovarsi impantanato “in una landa oscura”.
Corre alla ricerca degli errori commessi e delle soddisfazioni che si era perso, di quei momenti che si ricordava solo vagamente potesse gustarsi. Va alla riconquista dei sui diritti perduti, non ultimo quello del trovare la felicità.
In questo suo breve viaggio, molto più alla ricerca del proprio Io che di esperienze o incontri, fa nuove conoscenze e si vede con vecchi amici che gli danno modo di guardare la vita che ha attorno anche attraverso i loro occhi. Cerca di ritrovare i propri equilibri anche se si dimostra piuttosto irascibile e intransigente, in alcune occasioni, su quelli che, per lui, sono valori assoluti. Queste convinzioni sono incrollabili anche se in contrasto con la sua condizione di incertezza in altri ambiti della propria vita.
Possiamo definire questo libro una storia della ricerca di sé, di omeostasi, d’identità e il protagonista, prefissosi uno scopo, lo porta avanti “ad ogni costo”.
Alcune poesie, inserite ad hoc nel testo, non solo non interrompono la lettura ma sottolineano alcuni passaggi della trama di importanza specifica, quasi come fossero cartelli indicatori, spingendo il lettore a proseguire pagina dopo pagina.

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