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Recensione di Marina Atzori

Sottopelle di Danae Lorne

“L’amore pretende tutto, vuole essere esclusivo e assoluto, è questo che lo fa apparire tanto speciale agli occhi del mondo.”sottopelle Giulia psicologa, già protagonista di “Il canto delle cicale”, (il primo episodio della trilogia), si confronta nuovamente con il lettore. Sembra sentirsi stretta nella solitudine, gli abissi di inquietudine la attanagliano rivelando una continua ed esasperata ricerca di equilibrio. Così decide di partire, speranzosa, per ritornare a Calambrone, dove passerà le vacanze insieme all’amico Alessio. L’intento è quello di ottenere la pace dei sensi, peccato che nel cofano della sua Mini oltre ad aver stipato una serie di bagagli, si siano intrufolati alcuni “ospiti” indesiderati con i quali dovrà presto fare i conti: un bel po’ di confusione, tante aspettative e una serie non ben definita di guai. Il primo di questi è Alessio. La trappola del coinvolgimento emotivo sembrava lontana, invece i buoni propositi di Giulia, cederanno ben presto il passo all’istinto e al desiderio incontrollato per quest’uomo. C’è però dell’altro, non riesce a staccare la testa dal pensiero di S! andra, la giovane paziente in cura da lei, perché soffre di attacchi di panico. La dottoressa infatti, è molto legata alla ragazzina anche umanamente: in lei rivede parecchio di se stessa. Giulia non ci riesce ad essere fredda, distaccata, neppure nel suo difficile mestiere, è sempre troppo generosa, anche quando non dovrebbe affatto esserlo. Eppure spesso, travolta da una dose di severa autocritica, si definisce egoista. Ma è proprio la fragilità, l’essere inconsapevole di questo personaggio, a rendere bello e sincero il romanzo. Poi ci sono altri aspetti che mi hanno colpita, c’è la leggerezza di Alessio, tipica di un uomo che fa fatica a crescere, risultando superficiale in certi frangenti; ci sono le sconvolgenti crisi di identità di Matt e la passione in carne ed ossa di Felipe. Insomma sono rimasta coinvolta in una ricerca perpetua, ognuna delle figure presenti nella storia ha un’identità sua propria con le dovute sbavature e le inaspettate sofferenze. Il diso! rdine regna sovrano, quello mentale di Giulia è palpabile tra! le righ e. Il lettore ha come la sensazione di ritrovarsi nelle situazioni, di porsi le medesime domande, scontrandosi in alcuni momenti con le medesime risposte. In fondo, ditemi che non è vero! La fragilità, almeno una volta nella vita è stata lo specchio appannato delle nostre decisioni, insieme a quegli errori, quegli scivoloni che ne derivano. Stiamo parlando d’altronde, del sentimento più confusionario di tutti i tempi: l’Amore. Aggiungiamo pure a questo ingrediente speciale ciò che corona il tutto, ciò di cui si sente la necessità, l’esigenza, quell’istinto primitivo potente che permette la fusione di due corpi in uno: il sesso. Giulia è fortemente attratta da una serie di uomini, con i quali scopre di non poter fare a meno di vivere l’erotismo spinto agli eccessi. L’urgenza di sentirsi appagata è forte, così come il desiderio di lasciarsi andare, di godersi fino in fondo ciò che fa sentire viva una donna. C’è un problema però, tutto questo donarsi incondizionata! mente con il corpo non le basta. Vuole qualcosa che la spinga oltre, che le conceda di trovare una strada. I tormenti interiori non le permettono di fermare la giostra e una volta sfogati i suoi istinti carichi di passione, ci risale, girando vorticosamente attorno al passato che non se n’è mai andato. Pertanto diventa difficile capire quando è ora di scendere e finalmente mettere i piedi sulla terra ferma. Con il passato quindi si presentano i ricordi, non sono fotografie, o paesaggi o volti indefiniti, sono nomi ben precisi: Fabrizio, Felipe, due fantasmi che non sono poi così trasparenti, anzi la seguono come un’ombra e uno dei due rispecchia la materia che il lettore non si aspetta. La parola fine non fa per lei, le sue storie sono inizi sospesi come nuvole, importanti, troppo importanti per lasciarseli alle spalle. Sottopelle è un romanzo fatto di assenza di gravità, di capogiri, di irrazionalità, di emozioni forti, che non risparmiano. Gli intrecci sono quelli d! ella vita, quelli che talvolta la capovolgono, quelli dove non! sempre si riesce a reagire nel modo giusto, quelli che si infilano, come UN AGO SOTTO LA PELLE. Trovare pace? Come si fa quando il cuore è diviso in parti non perfette, diseguali. Pescare la carta giusta non fa parte della razionalità, ma della fortuna, del destino che come sempre nelle storie d’amore, ci mettono lo zampino. D’altronde Danae Lorne non sbaglia quando scrive che: “La libertà è un concetto astratto, abbiamo tutti bisogno di sentirci appartenere a qualcuno…” Alessio, Matt, Felipe… chissà se Giulia sarà in grado di fare la sua scelta, di vivere la sua non libertà? Non vedo l’ora di leggere il terzo. Bellissimo, lo consiglio.

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