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Recensione di Nadia Milone

Consumando i giorni con sguardi diversi. Le poesie di Andrea sono impregnate di angoscia e sofferenza. Il poeta riflette in queste poesie i suoi stati d’animo e il suo senso di inadeguatezza verso alcune situazioni della vita, alternati però a un sentimento nuovo, più positivo, di speranza.
La poesia che più mi ha colpita è Anima stropicciata, in cui il poeta parla di sentimenti compressi, repressi, depressi. Un cuore crudelmente strizzato, proprio come un foglio di carta appallottolato pronto per essere buttato via. E’ una poesia che sprigiona un dolore forte, il dolore di un uomo che si sente solo, costretto a salire sulla giostra del dolore e scoprire ogni volta nuove sofferenze.
Tuttavia, la voglia di un nuovo inizio e di una rinascita è presente in Da capo, dove il poeta chiede un aiuto per raggiungere l’amore e  la tenerezza di cui ha bisogno, vuole “redenzione e nuovi inizi” per ricominciare, appunto, da capo e ripartire dal punto in cui si era smarrito.

Un’altra poesia che mi ha molto colpita è Sera. Versi malinconici di un uomo solitario che trova pace, appunto, in questo particolare momento della giornata. Il poeta rinviene nella sera l’attimo più propizio per risvegliare l’ispirazione e pacificare il suo animo, perché la sera è la conclusione di una giornata, bella o brutta che sia stata: “il buio scende e pacifica gli animi/assorbendoli nel sonno/chiudendoli come occhi/nel riposo e nei sogni”. Stupenda l’immagine che il poeta vuole dare degli animi che si chiudono come occhi e si riposano dalle fatiche quotidiane e, di conseguenza, dai loro tormenti.
Molto particolare e suggestiva è la poesia Una due tre, nella quale il poeta descrive l’immagine della felicità come fosse una medicina da assumere, necessaria per tentare di debellare il suo male interiore. Una sorta di cura palliativa per sconfiggere il proprio dolore e poter così indossare la maschera della felicità davanti agli occhi del mondo. Una, due, tre gocce di felicità che scendono lentamente dentro di sé donandogli falso buonumore da regalare a chi sta intorno a lui. E allora, citando testualmente i versi di Andrea: “Butta giù del buonumore/vivi la vita con gioia liquida/Enjoy”.
Le poesie di Andrea toccano il cuore, facendo sentire il lettore partecipe di quegli stessi versi e dei suoi stessi dolori, emozionandolo davanti a quella voglia di sperare ancora, nonostante tutto, in un futuro migliore.
Leggendo queste poesie si impara che non è mai troppo tardi per rimediare, per tornare sui propri passi cercando di essere una persona migliore, perché per quanto dolore si possa celare dentro l’animo umano c’è sempre, all’orizzonte, la luce della speranza pronta a rischiarare i nostri giorni più bui.

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