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Recensione da Il Mondo dello Scrittore

La Vendetta è un GustoLa vendetta è un gusto di Giancarlo Ibba

Il romanzo scritto da Giancarlo Ibba presenta diversi fattori positivi, diversi aspetti che colpiscono il lettore senza che questi si accorga di quanto realmente stia accadendo, se non solo alla fine quando tutto si ricompone, come per le tessere di un puzzle, creando un quadro definitivo piuttosto agghiacciante. Le atmosfere ricordano il meraviglioso ingegno di un Dario Argento agli inizi della carriera, quando con i suoi “‘L’uccello dalle piume di cristallo”, “Quattro mosche di velluto grigio” e lo splendido “Profondo Rosso” avevano fatto sobbalzare gli spettatori nelle sale cinematografiche, regalando loro emozioni indimenticabili. Ibba ripropone un percorso simile, riuscendo tuttavia a essere molto più ironico e dissacrante in molti dei suoi passaggi. Il suo improbabile protagonista Lorenzo Carta, studente universitario, diventa il pianista di Profondo Rosso e, come lui, si ritrova suo malgrado coinvolto nel sangue dei delitti con i quali un serial killer pare sottolineare i momenti cruciali della sua vita. Il lettore s’immerge nei pensieri e nelle vicende del protagonista, vivendole insieme a lui, provandole direttamente sulla propria pelle. Indizio dopo indizio, fatto dopo fatto, Lorenzo arriva al finale insieme al lettore capendo la natura dell’assassino quasi casualmente, benché in realtà, se il lettore non fosse rimasto invischiato dalla vicenda e non si fosse lasciato distrarre dallo scritto ben realizzato, tutta la trama avrebbe avuto un senso logico già molto prima del termine. Ed è proprio in questo che si riscontra la bravura di Ibba, in quel modo di raccontare che riporta a una scrittura all’apparenza semplice, ma fluida. Semplice solo per chi non coglie il bagaglio culturale che si cela dietro a ogni periodo e che traspare sia nella costruzione delle frasi che nelle citazioni inserite ad arte. Ibba ricostruisce i delitti con cura e dipinge scenari così realistici da divenire attimi che possono essere vissuti da chiunque, in qualunque momento della propria vita. Affronta la morte con lo stesso scioccante sgomento con cui deve affrontarla Lorenzo, dando al protagonista gestualità e reazioni concrete. La vendetta, celata fino alla fine, non è altro che il filo conduttore sul quale si dipana tutta la vicenda, un bandolo di presupposti, dubbi e incertezze che prendono corpo solo attraverso i pensieri dell’assassino. Un filo che, come il cappio per l’impiccato, si stringe intorno al protagonista lasciando anche il lettore senza fiato. Dunque un bel romanzo da leggere “con gusto” e grazie al quale provare emozioni forti, adatto soprattutto a chi è appassionato di gialli e di thriller.

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