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Recensione di Marina Atzori

Noccioli di ciliegie di Sabrina Grementieri

Noccioli di ciliegie che scaldano la speranza. Dunque… provo a scrivere una recensione per questo romanzo, che risulti come le altre: obiettiva e coinvolgente. Capirete più avanti il motivo della mia premessa. Una storia fluida, scritta con semplicità, scorrevole e imbevuta di una serie di approfondimenti “di vita vissuta”. I personaggi possono essere vicini a chiunque, la protagonista Clarissa è riservata introversa, si esprime al meglio nel suo lavoro a contatto con i bambini. Un paio di amiche delle quali invidia leggerezza e spontaneità con le quali si sente spenta e incapace di liberare emozioni. Fino a qui tutto normale. La vicenda ha però qualcosa di realistico, che può toccare le corde della sensibilità del lettore. Mi trovo di fronte a un manoscritto in cui l’amore scivola tra le righe disturbato da eventi ingarbugliati, fitti di labirinti, in cui la protagonista rimane inevitabilmente coinvolta. Educata a non dimostrare le sue fragilità emotive, si sente incapace di lasciarsi andare totalmente. Il coprotagonista Jason è sicuramente il personaggio che decreta la riuscita di questa storia. Una serie di flash back ne raccontano la tragedia e la sofferenza portata dal suo incidente. Un susseguirsi di conseguenze cambiano quest’uomo in maniera decisiva. E’ una delle poche volte che si mette a nudo l’insicurezza e la debolezza dell’animo maschile. Un uomo segnato dalla vita, si rialza quasi per miracolo, a sorreggerlo sono i sentimenti forti per colei che gli ha aperto la strada al rischio di rivelarsi innamorato perdutamente. Insieme a Jason, Clarissa inizia a sentirsi viva, rinunciando solo in parte a una passata storia d’amore, vissuta in maniera piuttosto turbolenta. E lui con lei, trova la forza di reagire e di confidarsi, trovando una spalla sicura alla quale appoggiarsi. Tuttavia, confusione e irrequietezza si ricorrono e il timore di essere giudicato un vigliacco e debole in cerca di scappatoie, è dietro l’angolo. Trovo molto riuscita anche la figura di Amelia: la nonna di Jason, che si insinua tra i due ragazzi, disseminando germi del dubbio tesi a compromette il coronamento della loro storia. Clarissa soffre terribilmente nell’incontrarla. Si sente dire: “sei una persona debole, nascondi la testa sotto la sabbia”, e poi “tu non sei la persona giusta per lui”, in queste righe l’autrice scopre le carte, lo fa in maniera viva, esplicita, non si può fare a meno di pensare a quante volte ci è stato detto di percorrere una strada opposta alla nostra perché non era quella giusta, ma è quasi sempre successo che abbiamo fatto di testa nostra. Nasce così la necessità di allontanarsi, sparire senza dare notizie. Clarissa fugge da queste trappole, va non in un posto quasi magico, ovattato sulle cime di montagne circondate da batuffoli di nuvole. L’incontro con lo Zio riscopre un calpestio dell’anima diverso, più calmo e fermo, che le fa da anestetizzante. La saggezza dell’uomo colpisce il cuore della giovane in modo pacato e decisivo. Rimango infatti colpita da questi passaggi del romanzo.“La vita che hai scelto ora ti sembra solo un fardello, lascia perdere ciò che è stato”, “il passato è passato ed è lì che deve stare”. E ancora: “Se quello che eri non ti piace più, allora è il momento di cambiare”. Anche quando si diventa perfetti estranei a noi stessi non è detto che non ci si possa in qualche modo riconoscere, attraverso una consapevolezza che arriva tardi, forse, ma che arriva, come per i due protagonisti. Vi consiglio di leggere questo romanzo per un paio di motivi. Il primo è che gli spunti sono ben legati e raccontati, elemento per nulla banale, il secondo è sicuramente che in questa storia potrete scoprire cosa si prova quando una persona subisce un terremoto emotivo legato ad un incidente. Essendo stata coinvolta indirettamente da una vicenda simile posso confermarlo. Un evento simile a questo stravolge inevitabilmente ogni passaggio previsto dal futuro. Jason trova la chiave del suo rifugio in Clarissa, riscaldando gelidi momenti, in cui avrebbe avuto voglia di mollare tutto, vita compresa, li riscalda e li stringe a sé questi istanti con semplici, rotondi noccioli di ciliegie.

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