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Recensione di Patrizia Fortunati

Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Giovanni Garufi Bozza

Ho iniziato a leggere “Selvaggia” con una grande curiosità: la quarta di copertina aveva destato in me la voglia di07110-selvaggia conoscere la storia e, andando avanti, le mie aspettative non sono stata affatto disattese. Mi è piaciuto molto l’argomento scelto, mi è piaciuto come è stato sviluppato l’intreccio e mi sono piaciute moltissimo Selvaggia e Martina, due alter ego in cui che rappresentano gli estremi entro i quali sono racchiuse le psicologie di tutti noi. Molto bravo l’autore a calarsi nei panni di due donne, Selvaggia e Martina, peraltro così diverse tra loro. Una delle forze del romanzo, secondo me, sono i dialoghi. Anche se in alcuni punti risultano forse un po’ troppo lunghi, danno alla narrazione un ritmo veloce e catturano l’attenzione. In sintesi, è un libro di piacevole lettura, che offre spunti di riflessione e di approfondimento sui meccanismi psicologici di autodifesa. Quando si è colpiti da un dolore così grande da paralizzare i sensi, i ricordi e le emozioni, ogni individuo reagisce in modo assolutamente diverso e personale. Non esistono schemi, ricette da seguire o cure valide per tutti. Ecco, secondo me, “Selvaggia” ci offre soprattutto questo messaggio: non pretendere di capire sempre e comunque la sofferenza degli altri e soprattutto non arrogarsi il diritto di giudicare.

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