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Recensione di Simone Pavanelli

Alina, autobiografia di una schiava di Giovanni Garufi Bozza

Ho deciso di scrivere subito una recensione a caldo dopo aver finito di leggere questo romanzo, perché mAlinai sembrava giusto nei confronti dell’autore. Non oso pensare a l’enorme lavoro che c’è stato dietro quest’opera durante la sua stesura, so solo che l’autore è riuscito, nel mio caso, non a farmi leggere un libro, bensì a farmi parlare direttamente con la protagonista. Iniziato ieri e finito oggi (ho voluto far riposare la povera Alina), ogni pagina era come stare davanti alla diciassettenne citata nel romanzo mentre mi racconta la sua vita. Difficile trovare autori che ti fanno sfogliare le pagine automaticamente per saperne di più, com’è difficile immedesimarsi nel personaggio principale da parte di un uomo. Ho apprezzato moltissimo l’inserimento di un personaggio chiave del precedente romanzo (Selvaggia), che ha caratterizzato enormemente il racconto dandogli quel non so che di particolare. A Giovanni vanno tutti i miei sen! titi complimenti per un romanzo che sancisce inequivocabilmente il suo passaggio da autore a SCRITTORE. Mi auguro che Alina possa leggerlo chiunque, per capire bene chi siamo o chi pensiamo di essere.

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