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Recensione di Carola C.

Alina, autobiografia di una schiava di Giovanni Garufi Bozza

Quando scelgo un libro è come tracciare una linea o meglio proseguire una traccia… sento subito se sarà un viaggioAlina pregno d’emozioni e con Alina così è stato… Scorrevole, intenso, emozionante semplice come se tu stessi raccontando a voce la tua storia, sembra una banalità, ma questo è il mio sentore, ma quando ti trovi a dover mangiare pagine una dietro l’altra senza accorgerti che il tempo scorre e ti senti presa, coinvolta, impastata in quegli eventi, io lo ritengo semplice proprio per il capolavoro di scrittura che mi ritrovo tra le mani. Non vedevo l’ora di girare le pagine, di sfiorare un altro capitolo della vita di Alina… non ti nascondo che ho pianto con l’anima mia nel leggere quel dolore!!! Ho pianto lacrime x sentire la disperazione, la perdita di identità, l’umiliazione di donne nelle mani di un destino crudele, nelle mani di uomini senz’anima… Poi un salto al cuore e un sorriso inaspettato per aver ritrovato Daniel!!! Ma sai che sorpresa che bello quel filo rosso che riconduce un personaggio dentro ad una nuova storia, mi è piaciuto un sacco, perché credo che avere un aggancio così, ti riporta a un vissuto, ti riporta a ricordare, ti riporta a scoprire quale vita il personaggio precedente, ha vissuto e vive… bello, bravo, una genialata!!! E ho trovato Alina di un coraggio di una determinazione nel continuare la lotta per la sua libertà e non solo per lei, ma mettendosi a rischio anche per le altre donne di sventura. Mi è piaciuto incontrare Adorno, e concordo appieno, credo ed è un mio pensiero, che il dolore, una volta amico, possa rappresentare il mezzo per ritrovare pace, per ritrovare sentore, per ripulire vita e scoprire quel fiore, che anche in una crepa di sasso, può fiorire… mi è piaciuto vedere come nel dettaglio chiarivi il senso di alcune parole, CIE, xenofobia, resilienza… sopravvivere al male che ti è stato fatto… quando in quel che leggi trovi riferimenti, senso di parole o nel tuo caso, e qui per te è un valore aggiunto, dare degli accenni e risvolti da psik… bhe tutto ha più valore…dai la differenza Bene potrei star qui a scrivere tanto altro, ma non mi sembra giusto, in questo caso perderebbe di semplicità, quella cosa a cui io credo molto… perciò bravo Giovanni per averci regalato un capolavoro, ma la cosa più importate, avermi emozionata nel leggere un dolore, ma che poi si è trasformato in un bellissimo fiore… mai chiudere gli occhi, mai mollare, mai abbandonare la lotta e con coraggio sempre, e poi sempre, ascoltar l’anima propria, per poter sentir con gli altri, profumo di vita.

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La Feltrinelli

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