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Recensione di Antonella

Alina, autobiografia di una schiava di Giovanni Garufi Bozza

Ho letto il libro praticamente ieri pomeriggio e notte. Innanzitutto volevo farti i complimenti per il coraggioso tentativoAlina di descrivere in prima persona una vicenda così cruda e delicata cercando di immedesimarti nella sensibilità di una donna…che non è per niente facile. Hai una scrittura leggera e scorrevole, altrimenti non lo avrei letto in così poco tempo. Il tema affrontato è molto impegnativo e ridurlo a una storia che deve rispettare dei limiti anche di lunghezza lo penalizza un po’. Ma come ho detto prima lo hai affrontato con coraggio e maturità…credo che in questo ti siano stati d’aiuto i tuoi studi e il tuo lavoro. In fondo se ti fossi dilungato troppo per rendere più giustizia a questo argomento avresti reso il libro troppo pesante da leggere anche per il lettore più comune. Da donna posso dirti – come ben già sai e hai precisato tu stesso – che dal testo non riesce ad emergere veramente quella che può essere la rabbia, l’agitazione, l’odio e la perdita di sé stessi che provano le donne che vengono violate in quel modo contro la propria volontà. Se da un lato questo può sembrare una pecca, dall’altro secondo me è un pregio. Credo che se veramente tu fossi riuscito ad immedesimarti fino in fondo nell’animo di quelle donne, e avessi reso appieno questi sentimenti nel tuo libro, la maggior parte dei lettori lo avrebbero chiuso dopo le prime pagine. In questo modo il lettore può tenere il distacco necessario per arrivare fino in fondo. L’epilogo positivo della storia e il carattere indomabile della protagonista che ogni volta si rialza e va avanti, mi sono piaciuti perché sono una luce di speranza in una vicenda come questa dove la maggior parte delle storie, nella vita reale, credo non abbiano un lieto fine.

Link all’acquisto: La Feltrinelli

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