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Recensione di Andrea Leonelli

Eroi nel nulla narra le gesta dei soldati italiani durante la seconda guerra mondiale visti attraverso gli occhi di due protagonisti “qualsiasi”. Niente generali e condottieri, ma semplici uomini, semplice “carne da cannone”.
Si inizia, per i miei gusti un po’ a rilento, ma ammetto in modo funzionale al libro, a conoscere il protagonista principale, Franco.
Soldato, neo padre, che parte per il fronte dopo essere fortunosamente sopravvissuto allo sterminio del suo battaglione imbarcato per la guerra e il cui battello è stato distrutto da un sommergibile.
Il senso di colpa per essere sopravvissuto e le vicissitudini della guerra lo porteranno poi in prima linea a Bir el Gobi, un crocevia di piste nel deserto. Qua fra scontri di carri armati e pezzi d’artiglieria, inadeguati contro i mezzi alleati ma manovrati con eroismo e spirito di sopravvivenza, Franco, sempre pensando alla moglie Zelmira e alla figlia, si renderà conto di cosa e come veramente sia la guerra.

Inoltre incontrerà qua anche Antonio, giovane fascista, cresciuto con tutta la propaganda e la mentalità eroica del ventennio, disposto al sacrificio per il suo ideale e per l’idea della patria e della forza della razza italica. Un lottatore che addirittura lotterà contro le stesse istituzioni che lo avrebbero voluto a cada fino ad ottenere il suo posto in prima linea.
Questo libro, che è comunque una storia di guerra, trova la sua parte migliore nelle descrizioni, oltre che delle battaglie rese con ottima “visualità”, negli stati d’animo dei combattenti, nelle loro aspettativ, nella narrazione delle vicende dei protagonisti in quanto persone. Persone vere con storia e spessore, vissuti ed esperienze. Questo rende il libro godibile. Scritto bene e molto scorrevole, soprattutto dopo l’inizio, è un libro che non è “solo” per gli amanti del genere.

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