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Recensione di Andrea Leonelli

Poesie e prose poetiche un po’ gotiche, con riferimenti riccamente dettagliati alla Luna, alla notte, al sangue, al sogno e alla veglia. Storie di donne, d’amore di desideri.
C’è un conflitto ricco fra il desiderato/sognato e l’espresso in forma così dolce e gotica, queste odi alla luna e alla sua essenza femminile.
Soprattutto nella prima parte del libro magari sono composizioni “più acerbe” (ipotesi) poi si evolve stilisticamnete nelle composizioni successive ceh sembrano più aderenti a temi più maturi.
C’è la sensibilità femminile e il suo sentire. La parte dolce ma non debole ne succube del mondo delle donne.
C’è una dolcezza assente, carezzevolmente assente, ma il suo posto è riservato, arriva quando deve a risollevare le sorti di una “tragedia” narrata con parole scelte con cura.
C’è attenzione al ritmo e alla musicalità. C’è la nostalgia dell’infanzia, dell’innocenza persa e ancora desiderata, della spensieratezza.
Ci sono storie di fede, c’è l’amore per l’arte, per lo scritto.
Nelle ultime composizioni c’è una sintesi delle precedenti tematiche che completa una quadro ricercato e delicatamente duro di poesie piene, musicali.
Luna profana
I capitoli della notte
Il principe d’argento

Sono alcuni dei titoli delle prime composizioni ma sono tutte ognuna diversamente dall’altra intense.

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