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Intervista a Oliviero Angelo Fuina

Intervista a Oliviero Angelo Fuina, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Amo moltissimo leggere. Da sempre. Ritengo che questa mia passione compulsiva alla fine abbia fatto scattare in me il desiderio di dire anche la mia, in qualche modo. Prevalentemente amo comunicare e scrivere in poesia. Lo faccio da quando sono adolescente (molte ere fa, quindi). Ho iniziato come molti prima a scrivere poesie per me stesso, checchè se ne dica, poi, dopo aver cominciato a frequentare i primi siti di poesia dove poter leggere molte penne talentuose, crescere di conseguenza e provare io stesso a confrontarmi pubblicamente per la prima volta, ritengo di aver trovato il mio modo di mostrare ciò che naceva costantemente in me, di mostrare le sfumature di ogni mio “sguardo oltre” e trovare la forza di “mettermi in gioco”.
Dopo essermi affinato ulteriormente, almeno secondo i miei personali parametri, ho finalmente trovato una persona (l’amministratore di un sito poetico) che mi ha dato la possibilità di pubblicare la mia prima silloge (“Poesie in cuffia”, 2007).
Dopo quattro anni ho voluto provare a pubblicare un’altra mia silloge col “self publishing” (-ilmiolibro.it) e scoperto la relativa facilità con la quale un altro libro poteva essere creato e pubblicato col mio nome sulla copertina e soprattutto con frammenti (catartici) della mia anima nel contenuto, incoscientemente ho aperto le porte alle centinaia e centinaia di poesie che si impolveravano nel mio cassetto personale e ho pubblicato altre 6 sillogi nell’arco di un anno e mezzo. Un suicidio mediatico e di marketing, a ben guardare. Oltre ad aver pubblicato sempre in self publishing una raccolta di racconti, un romanzo umoristico giocando con le parole e pensieri esistenziali autobiografici. Oserei dire di male in peggio in quanto al voler promuovermi su un mercato inesistente per chi non sa muoversi con le giuste strategie di mercato e di comunicazione.
Nel 2013, grazie anche alla mia cara amica Elisabetta Bagli conosciuta nel MDS e allora Direttrice di Collana della David and Matthaus, vengo finalmente presentato ad un editore che pubblicherà finalmente una nuova silloge a me cara, “Orme sull’acqua”.
Scrivere una silloge, anche se buona, è però solamente l’inizio dell’opera per poter divulgare le proprie poesie come meritano. Per mie colpe, aspettative deluse e una reale incapacità di sapermi comunque vendere, questa silloge rimarrà l’unica pubblicata con DM. Trovo quindi sfogo nei vari Concorsi poetici Nazionali ed Internazionali e trovo lusinghieri riconoscimenti che mi sono da sprone per non smettere di scrivere poesie. Grazie ad un Concorso per sillogi inedite, che vinco, alla fine posso approdare alla EEE, riconoscendo immediatamente una “Editora” seria, capace, professionale con la quale spero di poter collaborare a lungo. Mi riferisco ovviamente alla signora Piera Rossotti. Valore aggiunto e per me importantissimo, ritrovo tanti cari amici che ritengo da sempre “famiglia nel cuore”.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Trattandosi di poesie, il mio modo di scrivere spero e ritengo possa ispirare personali riflessioni nei lettori che possono decodificare le emozioni che originano i miei versi secondo il loro personale vissuto.
Più complesso rispondere a cosa mi ispiro io nel mio stile e nel mio modus scrivendi.
Indubbiamente Leopardi mi ha donato il gusto di uno scrivere in metrica e in quartine che per me sono la gabbia entro la quale posso spaziare d’infinito, mentre Foscolo mi ha lasciato la meraviglia di un comunicare sintetico ed esaustivo allo stesso tempo. Per quanto riguarda il modo di esprimermi e la musicalità che molti riconoscono alle mie poesie, un ruolo importante e fondamentale l’hanno avuto i nostri cantautori nelle loro splendide poesie in musica. Amo spesso riferirmi ai Vecchioni, De Andrè, Guccini e compagnia cantante come ai miei veri Vate. In ogni caso a chiunque sappia emozionare coi propri testi.

Parla della trama del tuo libro
Nelle mie sillogi non si può dire ci sia una trama vera e propria, ma forse un particolare percorso emotivo di sguardi interiori portati alla luce prima di tutto per me stesso (il ruolo catartico di ogni poesia) e spesso riconducibili ad un particolare momento di crescita e di riflessione esistenziale che si detta urgente di volta in volta. Nella fattispecie, queste mie “Poesie uroboriche” si soffermano su domande pertinenti sul mio stesso scrivere e si specchiano nelle riflessioni al mio stesso scriverle.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Nel mio caso ogni personaggio sono obbligatoriamente io stesso, visto in varie prospettive dal mio stesso sguardo.
Ma nei vari racconti o storie che ho provato a scrivere in alternativa alle poesie, in ogni personaggio gioco forza c’ero sempre anch’io, visto che si scrive comunque di qualcosa che si conosce o riconosce emotivamente ed empaticamente nella propria vita reale.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Prediligo, o meglio, mi viene più facile e naturale comunicare in versi. Le stesse esperienze esistenziali che appartengono in qualche misura ad ogni mia poesia, quando ho provato ad esternarle in prosa ho avuto difficoltà di sintesi, anzi, peccando spesso di logorroicità. Ma amo spesso provarci, consapevole che un testo in prosa abbia facilmente più lettori che un testo poetico e il fine ultimo di chi scrive è proprio “arrivare” a più persone possibili.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Scrivere e pubblicare. Scrivere non è mai una scelta, per me, ma un’urgenza. Pubblicare è sempre una speranza.
Ho già comunque molte altre sillogi inedite nel cassetto e un libro in prosa su personali riflessioni esistenziali e sulle dovute e necessarie ricapitolazioni per trovare un fine ultimo a personali e universali percorsi di crescita spirituali.
Il mio sogno, sempre nel cassetto, è poterlo fare con la EEE

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Premesso che di consigli ne avrei ancora bisogno io, mi sento di dire ad ogni autore esordiente di porsi le giuste domande sullo scopo e sulle intenzioni del proprio voler scrivere e di affidarsi con la giusta umiltà (che non preclude avere idee chiare e ferme su dove si voglia arrivare) a persone e case editrici affidabili e serie; consiglio inoltre di non avere mai fretta di pubblicare e prendersi sempre i giusti tempi per rileggere con sguardo esterno quanto si è scritto.
Nel mercato editoriale siamo tutti piccolissime, se non infinitesimali, gocce ma ognuno di noi può sempre ritagliarsi uno spazio personale riconosciuto e riconoscibile: basta imparare a conoscersi e riconoscersi per occupare l’esatto posto che ci compete in ogni ambito.

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