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Intervista a Nuccio Franco

Intervista a Nuccio Franco, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”freelance front

Racconta la tua esperienza come autore
La mia esperienza nasce come una evoluzione al mio lavoro di giornalista, dalla voglia di raccontare e mettere a fattore comune le esperienze vissute e la gente conosciuta durante i miei viaggi, alcuni come inviato in zone di guerra. Dimenticare i volti dei bambini di Gerusalemme, della Striscia di Gaza o le strazianti immagini della Bosnia, di Sarajevo sotto assedio è stato difficile ed ancor oggi mi si ripresentano nella memoria. E così ho cominciato a scrivere più che altro perché per me la scrittura è catarsi, proiettarsi in un mondo dove si è in compagnia solo dei propri pensieri e dei ricordi. Per gioco ho partecipato ad alcuni concorsi letterari ed i risultati sono stati abbastanza soddisfacenti, segno che quello che avevo da dire era (forse) interessante per qualcuno. Ed allora ho cominciato a scrivere romanzi – sono alla quarta pubblicazione – che ho inviato alle case editrici. Due mi hanno dato fiducia ed ecco che i pensieri, le parole, le emozioni vissute sono diventate qualcosa di tangibile come un romanzo.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Lo ribadisco, tutto ciò che ho vissuto nella mia esperienza da giornalista in giro per il mondo. Uno sguardo, un sorriso rappresentano per me qualcosa da scavare a fondo per vedere cosa c’è dietro di profondo e di non detto. Mi soffermo spesso a guardare le persone nel tentativo di capirne la storia; compito difficile ma a volte ci riesco. In sostanza, per quanto mi riguarda, tutto può essere o diventare fonte di ispirazione.

Parla della trama del tuo libro
Freelance, una storia ambientata nel mondo del giornalismo e che analizza a fondo questo mondo meraviglioso ma anche tanto, tanto difficile in quanto connotato da precarietà e problemi di ogni genere. Tuttavia c’è ancora chi, spinto dalla passione, prosegue con onestà intellettuale per la sua strada irta di ostacoli con la sola forza dell’amore verso questa professione con l’intento di raccontare obiettivamente e liberamente i fatti senza essere costretti nell’alveo dell’informazione partigiana. Situazioni al limite e colpi di scena connotano un romanzo che nelle mie intenzioni ha voluto rappresentare una presa d’atto di quanto difficile possa essere, oggi, la nostra professione, soprattutto quando ad essa vengono posti limiti a scapito della libertà di stampa ed al diritto all’informazione. Martino, giornalista spigoloso, spesso iracondo, non si tira mai indietro di fronte alle difficoltà, nonostante la precarietà e l’impossibilità di esprimere le proprie potenzialità, soprattutto dopo aver perso il lavoro presso la redazione di un importante quotidiano. Inizia da qui un cammino che lo porterà a rivalutare tutta la sua esistenza, a mettere in dubbio le certezze famigliari e i legami che lo avvincono ancora alla realtà. Ma sarà proprio sull’orlo del precipizio che una mano amica gli si tenderà per proporgli una nuova esperienza. Parte dunque per il Messico; qui dovrà imbastire un corposo reportage sul narcotraffico e, soprattutto, su un personaggio molto misterioso, il sanguinario Juan Ramon de las Casas. Arrivato a Tijuana, conosciuta una donna del posto che l’aiuterà nell’impresa, Martino si troverà catapultato in una serie di circostanze che metteranno a repentaglio non solo la buona riuscita del lavoro, ma anche la sua vita, in un crescendo di colpi di scena e di situazioni al limite.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni tratti del tuo carattere
Certamente e per quanto mi riguarda non potrebbe essere diversamente. Non solo sono connotati da tratti del mio carattere ma, spesso, rappresentano personaggi che raccontano la mia vita, la mia storia. Autobiografici dunque. Infatti, parto dal presupposto che ognuno di noi, chi più, chi meno abbia qualcosa anche di apparentemente insignificante da trasmettere. Ed i miei personaggi, credo riescano a trasmettere una carica emotiva che è la mia in quel momento, anche se cerco sempre di mantenere un certo equilibrio nella narrazione. Mi siedo davanti ad un foglio e comincio a scrivere spesso condizionato dai sentimenti, dall’umore del momento.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Prediligo decisamente la narrativa e la saggistica. Raramente mi è capitato di spaziare in altri campi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Continuare sulla strada intrapresa ossia quella di raccontare il mondo, la vita vista attraverso i miei occhi, nell’auspicio ci sia sempre qualcuno a spingermi ad andare avanti accordandomi fiducia come è successo sino ad ora. Ribadisco, per me scrivere è catartico ed allora non smetterò fino a quando essa sortirà questo effetto su di me e fino a quando sarà vivo e forte il desiderio di condividere storie ed esperienze con chi vorrà leggermi.

Cosa consiglieresti ad un autore esordiente
Di seguire il proprio istinto, l’amore per la scrittura e di dotarsi di tanta, tanta pazienza perché i risultati arrivano anche attraverso cocenti delusioni che lì per lì ti indurrebbero a mollare tutto. Ed invece bisogna perseverare, ripeto, spinti dall’amore per la scrittura.

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