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Intervista a Grazia Maria Francese

Intervista a Grazia Maria Francese, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Questo è il mio terzo romanzo storico, e il secondo pubblicato con EEE. Le storie che ho scritto finora sono ambientate nell’alto Medioevo e nel nostro paese. Sono curiosa di scoprire come si viveva in epoche passate, di quello che può essere nascosto tra le righe dei libri di storia. La mia versione dei fatti è sempre un po’ diversa da quella che si studia a scuola, ma non meno plausibile: cerco di documentarmi molto.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Prima di tutto faccio una ricerca approfondita riguardo all’epoca in cui voglio ambientare la vicenda: nel caso di Arduhinus, X-XI secolo. Possibilmente cerco di leggere cronache del periodo e fonti originali. Poi vado a vedere i luoghi dove si svolge la storia, che nel frattempo ha cominciato a prendere forma. Infine la faccio leggere ad amici che hanno i miei stessi interessi, i loro suggerimenti sono davvero preziosi.

Parla della trama del tuo libro
Arduino, marchese di Ivrea e ultimo sovrano del Regno Italico, è una figura di cui non si sa quasi nulla. Nella famosa poesia del Carducci è definito come un’ombra fosca. Perché di lui è stata tramandata un’immagine così negativa? Perché il suo tentativo di opporsi allo strapotere delle gerarchie ecclesiastiche, sostenuto dai Sacri Romani Imperatori, gli attirò anatemi e scomuniche da parte della Chiesa. Arduino in realtà non faceva altro che il suo mestiere: esercitare l’autorità sul territorio, appoggiandosi ai feudatari minori (che erano spesso di origine longobarda) e alla gente comune. Ebbe il coraggio di andare fino in fondo, senza piegare la testa. Fu molto odiato per questo, ma anche molto amato. Nel mio romanzo la sua figura è vista perlopiù attraverso gli occhi di Isolda, personaggio inventato ma che potrebbe essere esistito davvero. Una donna fredda, che però quasi suo malgrado finisce per amarlo.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In un certo senso è così. Ultimamente somiglio al mio cane: è vecchio, cieco, piccolo e acciaccato, ma sembra ultraconvinto di essere un feroce animale di grossa taglia. Meglio così che essere voltagabbana, opportunisti o peggio ancora noiosi, vero?

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Sempre storico, ma sto raccogliendo materiale su altre epoche e altri paesi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
I miei progetti emergono a loro capriccio dal calderone creativo, non sempre sono in grado di controllarli. Ho in mente un seguito di Arduhinus che parlerà degli eretici di Monforte e con un personaggio che va a finire nella Sicilia saracena. Ma ci sono tante altre idee che mi frullano per la testa, alcune delle quali molto intriganti… meglio non anticipare troppo perché non lo so neppure io.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Non scrivere per assecondare i gusti del pubblico, ma perché senti di avere delle cose da dire. Cose però che non riguardino solo le tue vicende personali. Ho l’impressione che spesso si cada in uno dei due estremi: scrivere allo scopo di vendere (quanto, alla fine?) oppure come puro sfogo di sentimenti. Il secondo va benissimo, certo, a patto che poi quanto si é scritto lo si tenga nel cassetto. Non si può chiedere al lettore di acquistare un libro per trovarci solo lo sfogo delle paranoie altrui.

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