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Intervista a Fabio Florio

Intervista a Fabio Florio, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
La mia esperienza come autore nasce nel 2006. Dopo essermijhonfante laureato decido di scrivere un libro di grammatica inglese e di consegnarlo ad un editore per una pubblicazione. Non immaginavo che il mio titolo fosse stato scelto e per me fu un’emozione grandissima. Vedere il mio libro sugli scaffali dei negozi insieme a grandi nomi del mondo editoriale. Di li, ho continuato a scrivere entrando anche nel settore della narrativa, un altro genere che mi sta dando grandi soddisfazioni.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Il mio modo di scrivere è diverso a seconda del tipo di libro che intendo pubblicare. Sicuramente per la sezione manualistica l’ispirazione sono i contesti reali che vivo ogni giorno. In qualità di docente e formatore di lingua inglese, quando realizzo manuali di lingua, mi schiero sempre dalla parte del discente, di chi deve comprendere ciò che scrivo e allora la mia ispirazione diventano le mie lezioni, il linguaggio semplice, immediato, effettivo che incide subito nelle menti delle persone il contenuto del mio libro. Per la narrativa, il discorso è diverso. Ad esempio in John Fante, storia di un italiano in America, la fonte di ispirazione è stato un tema per me attuale: l’emigrazione, la condizione di insoddisfazione dell’individuo di piegarsi ad un destino lavorativo poco redditizio nel suo paese e la sua voglia di affermarsi socialmente. Per fare questo, con dolore, deve abbandonare il suo paese, la sua terra e recarsi altrove. Un libro, per me, deve partire sempre da un filo conduttore e se questo filo conduttore lo senti, lo vivi, è parte di te, allora la scrittura diventa spontanea e la gente questo lo comprende.

Parla della trama del tuo libro
Quelli come John Fante, gli americani li chiamano “W.O.P.” ovvero “WithOut Passport” (Senza passaporto), persone che, pure essendo nate negli Usa non sono considerate veri Statunitensi perché conservano ancora l’impronta delle loro origini. Il tema dell’emigrazione oltre a essere un argomento appartenuto al passato, magari agli anni 50, continua ad essere attuale e a riscontrarsi nella vita quotidiana in modo molto diffuso. Questo è il tema principale e attuale del libro intitolato John Fante: storia di un italiano in America promosso dalla casa editrice Easyread. Un libro innovativo, simpatico, ampiamente dettagliato e studiato composto da 166 pagine completamente dedicate alla vita di un grande uomo con all’interno anche testimonianze e articoli di stampa di coloro che hanno scritto su di lui.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In questo libro il personaggio è unico e si chiama John fante. Chi è John fante? Sicuramente un autore realmente esistito, molto affermato in America dove nasce nel 1909 e solo da pochi anni altamente riconosciuto in Italia visto che i suoi genitori erano italiani: di un paese abruzzese di nome Torricelli Peligna. John fante, però, è anche una persona comune, una persona che puoi incontrare facilmente per strada tutti i giorni. E’ l’emblema della persona tenace, ambiziosa che lotta nella sua vita per raggiungere uno scopo, un obiettivo: il successo. Oggi, ognuno aspira ed ambisce ad una condizione sociale rispettosa, ognuno vuole affermarsi nella società, in un settore, in un campo lavorativo per cui ognuno, può essere definito John Fante.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Adoro molto la scrittura degli autori inglesi. Amo molto la letteratura inglese soprattutto quella romantica, vittoriana e modernista.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Sicuramente continuare a scrivere, far conoscere le mie parole e far parlare di me. Nel cassetto ci sono tante novità che sto realizzando. Sicuramente un altro libro di narrativa dedicato ad un grande uomo influente della storia della letteratura inglese.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Scrivere a volte fa paura. Ancor di più la paura si ha quando il tuo libro finisce su uno scaffale e deve essere acquistato. Non sai mai la reazione del pubblico. Speri sempre che il libro possa piacere. A volte si temono le critiche negative. Si vorrebbero solo quelle positive. Con tutti questi pensieri, molte volte l’idea di pubblicare viene abbandonata. Invece io consiglio, a chi vuole cominciare o intraprendere anche questa strada, di non mollare mai in ciò che crede e soprattutto di credere ed investire ampliamente nella sua opera. Solo se ci credi veramente, la tua opera sarà un successo. Prima che siano gli altri a valorizzarla, la deve valorizzare colui che la scrive. Se seguiamo la storia, la vita di John fante, troveremo tante risposte ai nostri dubbi, alle nostre insicurezze e alle nostre paure e forse saremo in grado di superarle con maggior razionalità.

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One commentOn Intervista a Fabio Florio

  • Maurizio Antenore

    “Scrivere a volte fa paura”; mi piace questa affermazione perchè, in alcuni scrittori esordienti, occasionalmente conosciuti tra varie fiere, ho evidenziato la loro paura fondersi con l’incontenibile emozione nell’attimo di prendere in mano il loro libro. Li guardi negli occhi, chiedi un banale commento su come è iniziata la loro avventura o anche solo un piccolo riassunto del loro libro ed ecco emergere quei dubbi che hai menzionato: “piacerà? quale sarà la sua reazione, di blanda indifferenza o falso interesse?”. La mia soliderietà è motivata nell’essere uno di loro e li comprendo appieno. Quelli che reputi potenziali lettori poi talvolta ti lasciano interdetti con certe affermazioni del tipo: “E’ sicuramente interessante ma è troppo voluminoso. Non ne ha scritto un altro un po’ più sottile, con meno pagine?”. Beh, nonostante tali bestialità non mi sono arreso e sto ancora scrivendo seguendo l’istinto che ci accomuna: non avere paura delle critiche. In bocca al lupo!

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