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Intervista a Stefano Falotico

Intervista a Stefano Falotico, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Un altro libro, stavolta, il titolo è dichiaratamente ispirato a una canzoneAtlanticCity celeberrima di Bruce Springsteen. Io vi ho aggiunto questo Mister. Insomma, è la storia di un signore particolare, cattivo, manesco, pugilatore, reduce da mille guerre che lo han scarnificato, martoriato, sconfitto più e più volte ma forse mai è stato davvero abbattuto. Invincibile, da innato coraggioso alato, mai domo nonostante le traumatizzanti ferite, cercherà il suo riscatto proprio ad Atlantic City, città ove lo aspetta un incontro bigger than life. Vincerà?

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Mi son lasciato trasportare dalle emozioni, a pelle, istintive, come raschiassi la tastiera, vergandola a tatuaggio dei muscoli di Nick, Nick Joad, forse, come scrivo nella sinossi della quarta di copertina, il fratello fantasmatico di Ghost Joad, altra famosissima canzone del Boss. Incidendomi a sua rabbia, che poi forse è anche la mia, linciante ira per sopravvivere, sempre, in questo mondo urticante, mangiante, spesso crudele e seppellente i veri, puri combattenti. Che mai si arrenderanno dinanzi ai colpi duri della vita tranciante, lanciandosi, con più forza, sì, addolorati ma non vin(cen)ti, in nuove sfide. Duellanti dei lor dolori risorgenti.

Parla della trama del tuo libro
Ho già detto abbastanza, mi sembra. Un pugile in cerca del match che può valere tutta la sua vita, persa ma non del tutto, affatto. O forse, chissà, totalmente.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Sì, ho già accennato che Nick, il protagonista, è ispirato in parte a me o, meglio, ad alcune mie (in)dolenze rabbiose, prende a pugni il destino beffardo e la malasorte, contro di lui accanente, reagisce alle volte da cane, ma un cane esplosivo di voglia di vivere e vincere. Con una sua indiscutibile personalità e sottile eleganza. (R)esistendo a sua sana potenza di anima giammai stesa. Forse, mai sé stesso o, invece, troppo vero per essere uno qualunque.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Amo il noir, ma questo è, ad esempio, un romanzo di avventura, potremo dire.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Molti, tanti, forse nessuno.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Di picchiare come Nick, ma sulla tastiera. Oppure picchiettare con la penna stilografica e, come il grande Ali, essere imprevedibile, scattante, reattivo, anche nervoso. Sì, adoro la scrittura di getto, nervosa, appunto. (In)ferma, ferina, scalfente, dura, secca, ben mirata come un diretto vincente.

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