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Intervista a Stefano Falotico

Intervista a Stefano Falotico, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoremascheraedgarallanpoe
Oramai, di libri ne ho pubblicati parecchi. Scrivere mi libera da molti demoni interiori, che tento di afferrare e vergare nella pagina bianca, intingendola di chiaroscuri miei emozionali, di nerezze e cupezza, poi modulandomi semmai tenero e romantico, dipende dallo stato estemporaneo del mio animo. Sempre mutevole, cangiante, in evoluzione perenne. Mai domo. Sempre affamato e avventuriero di visioni ispiranti.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Prendo ispirazione, appunto, dal momento, dagli attimi fuggenti che capto a visione letteraria del mio cuore, strepito di vita, rabbie, gioie, angosce e, da tali abrasive quanto rinascenti e stimolanti ferocie del mio sentire interiore, mi libero nella scrittura, provando sempre a creare qualcosa di nuovo ma che sia appunto sentito. Qualcosa che sia originale e al contempo personale, perseguendo strenuamente alla ricerca della mia (id)entità. Mutante.

Parla della trama del tuo libro
Il titolo fa evidentemente riferimento a Edgar Allan Poe. Quindi, è ispirato a lui ma, a eccezione di alcuni ricercati estratti di qualche suo celeberrimo racconto, come Il gatto nero, ad esempio, è un mio ambizioso tentativo di omaggiarlo, creando ex novo piccoli, altrettanti racconti neri o segmenti sia spaventevoli, paurosi oppure inquietanti, sia romantiche danze apparentemente funebri e tetre, credo invero poeticamente fiere di decantare la vita e glorificarla. Perché la vita è spesso orrorifica, crepuscolare e angosciosa, ma anche, proprio perché complicata, irta, tortuosa, colma di paure, per usare una metafora attinente alle atmosfere della mia opera, dunque meritevole di essere vissuta profondamente. Senza temerla. Inabissandocene. A costo di venirne impauriti.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In questo mio libro, ci sono varie storie e non tanti personaggi, a dire il vero. Si tratta di una opera, stavolta, basata più sul flusso di coscienza e sulle suggestioni che ho tentato di evocare, concentrandomi di più sul versante descrittivo ed emotivo. Mettendo leggermente, dunque, da parte i cosiddetti personaggi.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Provo sempre a cambiare genere anche se prediligo il noir, le storie appunto dure, fosche, ombrose, misteriose.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Stavolta, non voglio svelare nulla, eh eh, è un segreto. Anche se posso dire che sto lavorando a un seguito di uno dei miei libri. Ripeto, però, sarà una sorpresa e non dico dunque di quale dei miei libri sarà il seguito.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Un solo consiglio: mai mollare i sogni.

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