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Intervista a Stefano Falotico

Intervista a Stefano Falotico, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Non si può dire che sia un autore, diciamo consolidato, ma oramai la mia produzione è davvero sterminata. Nel giro di pochi anni, ho pubblicato una serie infinita di libri, e dunque credo che abbia decisamente coscienza di cosa significhi essere un autore. Cioè una persona che fa delle sue emozioni delle parole scritte, se ne trasfonde, e spesso trasfigura la realtà per forgiarla nel valore della sua anima. Per ricrearla, traslarla, e mutare in questo splendido, stimolante gioco di specchi. Autore per me significa creare, quindi ricreare il mondo.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Le circostanze, la vita nel suo mutamento. Quando apparentemente ti pare monotona o senza vie di uscita, ecco che scattano miracolosamente le ispirazioni. E il mondo si fa poetica nelle tue mani, nel tuo sguardo, filtri gli eventi e in qualche modo, coerentemente al tuo sentire interiore, dai loro voce, dai coesione alla coscienza e ti lubrifichi nelle svariate estasi del tuo di dentro, potremmo dire.

Parla della trama del tuo libro
Questo libro fa parte di una saga che ho più volte, anche sul vostro sito, illustrato. Stavolta, il protagonista si trova nella capitale spagnola e, ancora una volta, combatterà una miserabile ingiustizia. Al centro della penisola iberica, lui e la sua congrega indomabile di fedeli affronteranno i dubbi avventurosi dei propri cuori in un intreccio vivo e appassionante. Il resto dovete scoprirlo…

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Indubbiamente, anche se non sempre volutamente. Tutti gli artisti nelle proprie opere riflettono sé stessi, e quindi, in maniera automatica e sovente involontaria, i personaggi delle mie storie hanno a che fare con chi sono nella vita di tutti i giorni. Anche se io cerco frequentemente di creare anche personaggi che psicologicamente, diciamo, non mi appartengono, anzi, sono lontani anni luce dal mio modo di essere. Quando scrivo non sto molto a ponderare su questo meccanismo narrativo. I personaggi nascono da sé.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
In questi anni, ho cercato di cambiare sempre direzione. Cimentandomi anche con la saggistica e perfino con libri umoristici, satirici e sarcastici. Anche se prediligo le storie forti, rudi, romanticamente al di là della vita. Sognanti e immaginifiche.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Se si scorrerà la mia bibliografia, si vedrà subito che ho talvolta affrontato dei miti della letteratura horror, come ad esempio Dracula. Per il mio prossimo progetto, che sto compiutamente finendo in questi giorni, mi cimenterò con un altro mito, però in questo caso della cultura pop e fantastica. Non posso svelare altro.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Qualcuno, credo un filosofo, disse che se le persone fanno spiacevoli insinuazioni sul tuo conto, è meglio che tu continui a vivere rimanendo te stesso. Credo di essere stato chiaro in merito.

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