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Intervista a Stefano Falotico

Intervista a Stefano Falotico, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”fantasmi principeschi

Racconta la tua esperienza come autore
Oramai, sono, credo, un autore abbastanza consolidato(si). Ho pubblicato innumerevoli opere saggistiche e di narrativa, poetiche e stralunate, visionarie e non addomesticate, eh eh, mastico le parole, le imbriglio e faccio sì che deflagrino irruente lungo la mia fantasia, esplosiva sempre.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Gli attimi, le emozioni estemporanee, sì, vivo(no) di momenti, di mie mille, sfaccettate, multiple, moltiplicate mille mie menti. Sono le creazioni di san(t)a, intangibile ispirazione momentanea. Appunto, riferendomi a questo mio libro, (in)visibili istanti di apparizioni letterarie nei miei neuroni, che io catturo come un ghostbuster.

Parla della trama del tuo libro
Si tratta di una raccolta di racconti sui fantasmi. Alcuni grotteschi e appunto lunari, altri seri e compassati, altri ancora invece ironici e umoristici, ricavati più o meno da storie vere, che (non) attingono alla realtà. La realtà, a mio avviso, è fantasmatica, una nostra illusione visiva, emozionalmente languida. Sparisce e riappare.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In questo libro, i personaggi sono proprio i fantasmi. Alcuni, come accennato sopra, sono fantasmi reali, cioè esistiti, se ci credete, davvero, altri invece, è il caso di dirlo, sono i fantasmi delle mie interiorità riemersi nella coscienza da me afferrata in queste pagine lugubri, cupe ma anche romantiche e sognanti.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Come avrete notato, prediligo le storie noir, i racconti tetri e malinconici, horror perfino. Ma non disdegno nessun genere, anzi, cerco perennemente di spaziare in tutti i campi creativo-letterari.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Innanzitutto, un libro, diciamo, remake-sequel su un film di arti marziali degli anni ottanta. Ma non posso dire altro.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Gli consiglierei di seguire, come più volte, qui, da me affermato, di scegliere la strada della sua anima e non farsi ingannare dalle mode né tentare, quindi, di imitare ciò che fa tendenza. Altrimenti, il suo libro risulterebbe una brutta copia o suonerebbe fasullo e insincero.

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