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Intervista a Stefano Falotico

Intervista a Stefano Falotico, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreCuoreangelico
Inizio come autore saltimbanco, cioè creativamente denso e dentro le mie perenni ansie da esplorare e scandagliare senza temerle, tremando. Dal mio esordio, Una passeggiata perfetta, da allora, ché in quel caso inventai una storia di bizzarra detection, mescolandola a reminiscenze stand by me, ecco, da quel momento, ho preso il vizio di scrivere. Vizio bellissimo, e il viaggio esplorativo nelle mia anima, spero anche nelle vostre emozioni, non si è più placato. Mi auguro, sempre così coraggioso, intraprendente e prolifico, che possa, finché potrò, proseguire imperterrito, potente in questa vogliosa navigazione, ché essa stessa, lasciandomi andare dal flusso stoico di mia coscienza intrepida, mi faccia attraccare a nuove sponde, anzi, come dico io, a onde su altre accorate onde del mio cuore permanentemente ancorato alla vita più profonda.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Gli attimi e le ispirazioni di ogni istante della mia vita, che provo a captare, filtrando tutto coi miei occhi, umorali e ballerini, cangianti essi stessi più ancora del mondo in continuo e (im)mutabile cambiamento, danzando sullo specchio della mia anima, calpestandola affinché sempre nuove (in)consce gocce di sangue letterario sgorghino laddove pensai che, per sempre, si fossero coagulate nel buio più inaccessibile. Arrivano ancora, a riva del prenderle al volo e vergarle nella stilografica della testa-tastiera.

Parla della trama del tuo libro
Questo è libro è dichiaratamente ispirato ad Angel Heart di Alan Parker, pellicola storica interpretata da Mickey Rourke e Robert De Niro. O, meglio, parte da lì, e diventa un remake letterario sui generis, perché repentinamente la storia cambia rispetto alla trama del film, muta direzione e diviene altro, personalissimo. Quindi, è la storia di una strana, esoterica, magica possessione diabolica. Poetica e anche dura, piena di sprazzi lirici, tanto languidamente noir quanto poi decisamente secchi, abrasivi, graffianti come le unghie del Diavolo, che forse è femmina, sicuramente tenta maliardo e, ingannando furbesco, potrebbe essersi altresì cucinato la sua stessa beffa quando pensò di poter ridere della vittima sotto i baffi.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Spesso sì. Ripeto, i personaggi di questo libro, forse meno, perché sono ispirati a quelli del film di Parker. Ma comunque, anche in questo caso, li ho ricalcati a lati del mio carattere, associandoli persino a mie strane vicende vissute poi romanzate e rielaborate di pura, demoniaca, eh eh, fantasia.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Provo a spaziare in questi tutti i generi. Questo è un giallo-noir, amo gli horror, ma non disdegno la poesia sciolta, i racconti brevi e lunghi. Come dico io, me ne imp(r)egno.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Il seguito del mio Il cavaliere di Alcatraz.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Di non aver paura di rischiare. Osasse pure. A lavoro terminato, semmai, se si accorgerà di aver esagerato o, come si suol dire, di aver troppo calcato la mano, può sempre togliere, limare e perfezionare il testo, aggiustarne il tiro e, diciamo, mirar con più calma e cura alcuni (det)tagli. Quindi, eccedete pure, poi si può sempre sottrarre.

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