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Intervista a Lidia Del Gaudio

Intervista a Lidia Del Gaudio, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreDel_Gaudio_EEE
La mia voglia di scrivere scaturisce dal grande amore per la lettura che ho acquisito sin da bambina. A causa di un problema di salute, i libri sono stati i miei unici compagni per molti anni, poi, a un certo punto, mi è venuta voglia di scrivere le storie che avrei voluto leggere e non trovavo. La vita, però, mi ha portato a intraprendere altre strade lavorative, in cui la scrittura c’era, ma si esauriva nella stesura di accordi e contratti, orientata verso aspetti legali. Solo da qualche anno mi sono riappropriata del mio sogno originario e da questa aspirazione sono nati molti racconti, raccolti in varie antologie, e un paio di romanzi.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Mi ispira soprattutto il genere che preferisco leggere, quello thriller, o, forse meglio, quelle storie dove l’impossibile, il fatastico, la sorpresa giocano un ruolo determinante. Le idee da cui partire sono ovunque intorno a me.

Parla della trama del tuo libro
Si tratta di una storia d’amore e di amicizia, a tratti drammatica, raccontata come un thriller. E come in un thriller ci si troverà di fronte a un finale inaspettato e sorprendente. I protagonisti sono Giulia e Ted, separatisi bruscamente tre anni prima. Le loro vite sono ormai un disastro. Lei è finita nella spirale della depressione, lui condivide sesso e avventure con Walter, amico suo da sempre. Al risveglio in ospedale, dov’è arrivata per una overdose da farmaci, Giulia ripensa al racconto che Capitan Nadìr, padre di Ted, le ha fatto su Sensini, piccolo borgo di mare, incastonato sul promontorio di Punta Capovento. Si tratta di una leggenda che potrebbe aiutarla a ritrovare se stessa e l’amore perduto, come ha aiutato i genitori di Ted quarant’anni prima. La storia scorre tra ricordi forti e indelebili, passioni mai spente e amicizie tradite, fino alla conclusione dai risvolti fantastici in cui il rapporto con la natura diventa metafora di pace interiore e di immortalità, velato omaggio all’Orizzonte perduto di Hilton.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Quasi sempre nei miei personaggi c’è qualcosa di me e della mia esperienza, ma nessuno dei personaggi mi assomiglia veramente.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Come ho già detto, preferisco il genere di S. King e C. R. Zafòn, due dei miei scrittori preferiti, ma per carattere non riesco a fossilizzarmi in un unico genere, anzi mi piace provare sempre cose nuove, quindi scrivo di tutto, anche poesie.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Ho molte storie che mi piacerebbe raccontare e spero di riuscire a pubblicare ancora buoni libri, ma soprattutto di arrivare al maggior numero di lettori possibile. Penso che per un autore esordiente questa sia la cosa più importante e confesso che quando mi capita di ricevere giudizi e recensioni sui miei romanzi da parte di lettori sconosciuti mi sento al settimo cielo.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
La cosa più importante che consiglio è quella di non cedere alle lusinghe dell’editoria a pagamento. In quel caso non si riuscirà mai a sapere se ciò che abbiamo prodotto vale davvero oppure no. E poi rileggersi di continuo, revisionare, “rubare” dagli altri autori, non aver paura di farsi valutare. Non saprei dire altro, oltretutto anch’io ho ancora molto da imparare.

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