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Intervista a Andrea De Magistris

Intervista a Andrea De Magistris, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Scrivo da quando sono piccolo, ma solo in tempi relativamente recenti ho deciso di voler a tutti i costi tentare di ritagliarmi uno spazio nel panorama dell’editoria italiana. Come autore EEE posso solo definirmi molto soddisfatto: è un luogo pieno di gente che ama la scrittura prima di tutto, persone che si impegnano quotidianamente per permettere a opere meritevoli di vedere la luce e che fanno di tutto per cercare di portare avanti un concetto di editoria di qualità che non può non essere motivo di ammirazione.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
In primis le mie letture: adoro Lovecraft e King sopra di tutto; i grandi temi del mistero soprannaturale e i brividi del thriller moderno sono l’intelaiatura sulla quale è costruito il mio stile, ma con ogni nuova opera cerco sempre di cambiare un po’, di cercare di esplorare nuovi territori ancora sconosciuti e ovviamente di migliorare. Credo che solo attraverso un lungo lavoro fatto di tentativi ed esperimenti si possa ottenere qualcosa di nuovo, qualcosa che sia il meglio di ciò che possiamo fare e il quanto più vicino possibile all’autenticità dell’anima artistica che abbiamo dentro.

Parla della trama del tuo libro
Antarctica Observer è un thriller con elementi soprannaturali e horror. Racconta le vicende di un agente dell’FBI, Tom Hewitt, che inizia una indagine molto personale per cercare di scoprire cosa è successo alla sua collega, trovata morta in circostanze misteriose. Questa sua ricerca lo porterà nel più impensabile dei luoghi, alla Observer, una base scientifica situata nel cuore del plateau antartico, e lo costringerà a fare i conti con segreti e macchinazioni impensabili che tirano in ballo ben più di quanto si possa immaginare; misteri che riguardano l’intera umanità e che attendono nel ghiaccio millenario di essere rivelati.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Il più delle volte i miei personaggi nascono da soli, ossia si presentano all’attenzione della mia coscienza e reclamano un posto dove stare. Altre volte sono costretto a crearne alcuni che “servono” ai fini della storia, ma è difficile dire se in essi infondo elementi che fanno parte del mio carattere. Credo che in fondo questo sia in parte inevitabile, credo che chi scrive trasferisce sempre parte di sé nelle sue opere e nei suoi personaggi, perché in fondo la scrittura è questo: un modo per esternare quello che abbiamo dentro, e cosa c’è di più immediato e spontaneo del proprio carattere, della propria persona, da trasmettere agli altri?

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Istintivamente mi muovo tra il thriller e l’horror. Sono i generi che amo e che seguo da sempre, e quelli che “vengono a galla” con maggior facilità. Tuttavia con il passare del tempo il mio interesse si sta spostando anche verso altre realtà, come la fantascienza, che è un ottimo palcoscenico per mettere in atto storie che possano avere anche una dimensione morale, riflessiva, e verso opere più piccole, forse anche intime, che prendono spunto dalle esperienze di vita personali.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Cerco sempre di non andare troppo in là con i progetti per non rischiare di esserne distratto. Lavoro un’opera alla volta e nel frattempo se riesco tengo nota degli spunti interessanti che mi vengono in mente. Le idee si affollano nella mia testa e nel mio computer, e quello che faccio è fissarle dandogli una piccola forma, un’identità, una struttura di base che mi consenta, quando sarà il momento, di iniziare a lavorarci sopra sapendo più o meno cosa fare.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
A un autore esordiente consiglio innanzitutto di scrivere con passione e amore per quello che fa. Il mondo dell’editoria è difficile, chiunque sia arrivato a pubblicare il suo secondo libro, come me, lo sa fin troppo bene, e a volte il trovarsi in mezzo a questioni “pratiche” tende a svilire e a far dimenticare quanto sia bella e positiva questa nostra passione, quindi per prima cosa bisogna scrivere perché si ama scrivere. E poi consiglio di cuore di cercare di farsi un’idea precisa di come funziona il mondo delle case editrici prima di fare una qualsiasi mossa: là fuori è pieno di realtà ingannevoli ma anche di figure oneste e professionali che possono realmente convertire i sogni e le idee in qualcosa che non sia solo inchiostro su carta stampata. Imparate a distinguere le prime dalle seconde e forse avrete fatto un primo piccolo passo verso una buona situazione di partenza.

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