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Recensione di Andrea Tavernati

Un’altra estate di Paolo Ferruccio Cuniberti

un'altra estateSiamo negli anni ’60 e l’Italia sta cambiando. I giovani protagonisti di una storia d’amore che forse si farà vivono ai capi opposti del paese situazioni diverse, eppure per tanti aspetti così simili. Come i protagonisti di 1Q84 di Murakami sono destinati ad incontrarsi, ma per buona parte del libro vivono un lento moto di avvicinamento di cui sono inconsapevoli. In una atmosfera che pare quella di un romanzo neorealista, Paolo Cuniberti dipinge un’epoca e il confuso anelito di riscatto dei protagonisti, che pure subiscono prevalentemente la Storia che li circonda, cercando, in qualche modo, di cavalcare l’onda. Ma il vero protagonista è il tempo, che tutto travolge, ci allontana dal mondo dell’infanzia e dal volto dei nostri cari, non concedendoci altro che la facoltà della nostalgia, anche per quello che abbiamo voluto, e dovuto, rifiutare. Un ottimo libro dunque, nel quale l’attività di documentazione effettuata dall’autore scivola dentro la storia senza appesantirla: tutto è calibrato e corretto, ma “naturale” come se l’occhio del narratore si identificasse volta per volta con quello del personaggio, leggendo il procedere della sua storia dall’interno. Paolo Cuniberti racconta con leggerezza una trasformazione che diventa l’archetipo di tutte le trasformazioni e nella quale ognuno di noi può riflettere, cambiati i contorni, il nostro dolente paesaggio.

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