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Recensione di Andrea Leonelli

In questo libro troviamo  la storia di Guido giovane nei primi anni 70 marchiati da profonda crisi economica, si intreccia a quella dei comprimari, presenti e comunque a modo loro di spicco. Lidia Cagnasso e Cavallo, Willy, il Bomba il Professore principalemten ama anche di altri, il barista, i genitori di Guido.
Tutti avranno un loro ruolo
Ma seguendo le vicende di Giuido ci si immerge in Torino e provincia, nell’atmosfera dei tempi, respirandone gli odori, accompagnati dalle note del Jazz.
La storia in se è quella di un giovane di poche speranze che tira avanti di sotterfugi ed espedienti, alla ricerca della sua collocoazione, ma che forse nemmeno vuole.
Innamorato a modo suo di Lidia, segretaria e amante dell’avocato cavallo, finisce a trovare lavoro come guardiano notturno presso Cagnasso, sedicente imprenditore nel campo degli elettrodomestici. Sarà vittima di una macchinazione alle sue spalle dalle quale sarà proprio Lidia a farlo uscire con mezzi anche “spregiudicati”.
Storia a parte quella che lo unisce al “Professore” che segue un suo filo politico-poetico e costituisce la chiusura del libro. Amara rivelazione.
In questo libro ci sono condensate molte cose che magari all’inizio scappano, e la trama prende il suo bel via forse un po’ in ritardo, però il tutto è funzionale alla trama, inquadra il protagonista e le relazioni che ha  col mondo che lo circonda.

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