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Recensione di Nadia Milone

9, il libro di Massimiliano Cara, è un romanzo noir che appassiona e impressiona al tempo stesso.
Cinque passeggeri, in una tremenda notte di pioggia, si trovano, per caso o uniti da un comune destino, a dover affrontare un viaggio sullo stesso treno. Ma non un treno qualunque, il 9… Da principio appare come un normalissimo viaggio. Katia, la protagonista, è convinta di salire su questo treno per raggiungere Terlì ma ben presto si rende conto che le cose sono diverse da come se le aspettava.
Cinque passeggeri accomunati da miserie umane e vite peccaminose, cinque animi tormentati e stravolti dagli orrori della loro stessa vita. Ognuno con il proprio peso da portare e la propria colpa da sopportare ed espiare. Ci si imbatte in abusi più o meno consenzienti e in atti sessuali anche macabri e rivoltanti , suicidi e omicidi, davvero un mix di tutto rispetto che arriva a raggiungere il limite della follia pura.

Il 9 è un treno diverso dagli altri, non ha fermate prestabilite. Come dice il misterioso e inquietante controllore, il treno ferma « Dovunque ci siano persone da portare via ».
E’ un libro che sconvolge e la crudezza, che a volte l’autore utilizza per narrare determinate situazioni che già di per sé sono inquietanti e pazzesche, aumenta nel lettore il senso di sgomento e angoscia per le scene stesse, lasciando un retrogusto acido e amaro nei confronti dello stato di degrado in cui viene a trovarsi l’essere umano.
Ci si trova immancabilmente a vestire i panni di Cecilia, la quale ha conosciuto il lato peggiore della vita fin dall’infanzia e si prova rabbia e ripugnanza verso quel prete capace di commettere atti osceni e vergognosi.
Durante questo misterioso percorso, ognuno dei passeggeri dovrà fare i conti con la propria coscienza e rispondere delle proprie mancanze e debolezze, così come succede quando ognuno di noi si avvicina alla fine del proprio viaggio, immerso nei dubbi e nei timori.
L’autore descrive molto bene le diverse scene, nonostante qualche piccolo refuso, donando al lettore l’impressione di trovarsi egli stesso al centro di queste vicende e facendolo molto riflettere perché c’è da dire che, purtroppo, a volte, per quanto alcune situazioni possano apparire crude e tremende, fanno ormai parte anche del nostro quotidiano. Basta accendere la televisione per rendersene conto. Quindi consiglio di leggere questo libro e di salire, insieme ai protagonisti, a bordo di questo treno che ci condurrà verso un’ignota destinazione ma anche verso la piena conoscenza del nostro animo.

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