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Recensione di Irma Panova Maino

“Quando le cose vanno male, o  hanno bisogno di sfogarsi, o confidarsi… parlano!”

9, questo è il titolo del libro di Massimiliano Cara e il suo significato simbolico si snoda di pagina in pagina, portando alla luce le miserie dell’animo umano che si moltiplicano nello scorrere della trama.

Katia, giovane donna, si trova ad attendere il treno che dovrebbe condurla a Terlì, ma per un caso che non è dato sapere all’inizio della storia, l’identità stessa del mezzo diviene il denominatore comune che associa i viaggiatori presenti, nella stessa carrozza, proprio alla donna. Ognuno di essi ha la propria storia da raccontare, il proprio carico di orrori e colpe da espiare, quanto meno da comprendere. Ognuno di essi deve giungere alla fine del percorso, stabilito da binari vecchi come il tempo stesso, arrivando alla consapevolezza del proprio esistere e della propria vicenda.

9 non è un libro comune e la trama che scorre veloce fra le pagine non è nemmeno di facile comprensione, fra un capitolo e l’altro vi è annidato l’orrore umano e la disperazione di animi persi e sconvolti dalle proprie follie, vi è celato uno spaccato odierno che riporta alla mente stralci di cronache quotidiane, vissute attraverso il colorito, e volutamente crudo, linguaggio dell’autore, il quale, in taluni momenti, scaraventa il lettore in pieno dialetto sardo, per dare ancora più consistenza e veridicità alla pazzia umana.

9 nove è un libro che sconvolge e travolge, proprio come un treno che ti coglie a sostare sopra i binari del suo percorso predestinato, in cui non sono previste fermate nel mezzo, ma solo un inizio e una fine.  

Nonostante qualche refuso di stampa, va detto che Massimiliano Cara ben gestisce il lato oscuro e folle dei suoi protagonisti, rendendoli reali e così vividi da creare nel lettore un’immediata ridda di sentimenti verso quello o quell’altro personaggio, quindi vi è pena per la povera Cecilia, antipatia per il Professore, totale mancanza di assoluzione per il Prete e una costante e smisurata comprensione per Katia, colei che, pagina dopo pagina, assume la parte del filo conduttore fra una vicenda e l’altra.

Per chiunque volesse avvicinarsi alla lettura di questo testo, consiglio vivamente di liberare la mente da qualsiasi pregiudizio e preconcetto, lasciandosi catturare dalla capacità narrativa dell’autore, il quale, con sapiente abilità e utilizzando descrizioni accurate dell’attimo in cui tutto si compie, riesce a rendere istantanea l’immagine dell’accaduto, regalando una sequenza visiva della trama.

9 non è solo un libro noir, non è nemmeno un libro dell’orrore, gotico o dark che dir si voglia, 9 è un’insieme di tutto questo, ma anche molto più di questo. E’ il timore che sopravviene in ognuno di noi davanti all’ignoto, comprendendo che è giunta l’ora di tirare le proprie somme, valutando l’operato di una vita.

Quindi, Signori e Signore, tutti in carrozza! Si parte!

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