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Recensione di Andrea Leonelli

Un viaggio, che contiene in se molti viaggi
Con una partenza da una stazione sperduta, sotto un cielo che pare cadere a pezzi sui protagonisti del viaggio.
I passeggeri inconsapevoli del treno 9 per Terlì.
Le loro storie di vita e di morte, narrate in questo romanzo, i fatti salienti, descritti crudamente e in modo lineare dall’autore che con noi accompagna Katia e gli altri alla loro destinazione. Non è un treno, ma un modo di spostarsi da un modo di essere ad un altro
E rivivere, alla luce barbagliante di una piccola lampadina, offuscata dalle ali stremate di una falena, le storie, le esperienze che hanno segnato i protagonisti portandoli li dove sono adesso.
Sono flash che pongono domande che rimarranno senza risposta fino al’utilizzo della scatola del gioco del treno.
Porterà le risposte, ma le risposte non saranno quelle attese. Si arriverà alla rivelazione finale assieme alla destinazione.
Il libro, ben scritto e ben curato con un linguaggio deciso e maturo ha secondo me una pecca, i flashback usati per quanto funzionali all’integrità e alla completezza della narrazione lo fanno apparire un po’ slegato. Personalmente ne consiglio la lettura tutta d’un fiato, opera non impossibile da eseguire, per poterne gustare appieno la totalità delle vicende narrate.

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