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Intervista a Giancarlo Cobino

Intervista a Giancarlo Cobino, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Ho cominciato a scrivere durante gli anni del Liceo e l’impulso era più legato al desiderio di fissare le emzioni che al reale bisogno di scrivere per pubblicare. Con gli anni questa passione si è sedimentata, granello su granello, e ho cominciato a scrivere per raccontare. Non so definire un momento preciso in cui è accaduto e credo sia stato un percorso lento, graduale. Oggi scrivere è per me una forma di lavoro, una attività che accompagna ogni mia giornata lavorativa e riesco a ritagliarmi sempre dei piccoli spazi dove scrivere, correggere, modificare, assemblare.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Moltissimi aspetti della mia vita, dalla musica al cinema e, perché no, altri libri. Spesso l’ispirazione arriva anche dalla cronaca, dai quotidiani, da quello che succede intorno perché, in fondo, raccontare la quotidianità è l’aspetto per me più importante.

Parla della trama del tuo libro
Buon Governo racconta un mondo ipotetico, in cui tutte le regole democratiche vengono a mancare e si instaura una dittatura che bada più alla forma che ai contenuti; è una dittatura al tempo stesso feroce e zuccherina, che usa metodi biechi per asservire i dissidenti e cerca di addolcire la vita di ognuno con una Televisione onnipresente.
È una allegoria dell’Italia degli ultimi trent’anni, un modo per raccontare cosa ci è passato di fianco senza che riuscissimo ad afferrarne la forza esplosiva di cambiamento delle nostre abitudini.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Cerco sempre di scindere me stesso da quello che scrivo però può capitare che una parte di me sia nei miei personaggi. A volte è comodo. Tendo però a mettere gli altri nei miei personaggi e in questo mi aiuta osservare il mondo che mi circonda e la varia umanità che lo popola

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Preferisco parlare di attualità, raccontare le cose come accadono e prediligo rapportarmi con problemi che potrebbero toccarmi da vicino. Non riesco a trovare gli spunti per affrontare altri generi e credo che questo sia un mio limite.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Sto scrivendo un romanzo incentrato sulla vita di un uomo che non riesce a inserirsi nella normale vita sociale a causa di problemi psichici. Ho quasi scritto tutto ma non riesco a mettere insieme i singoli pezzi. E poi dovrò correggere. Credo che passeranno ancora molti mesi.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Correggere, correggere e correggere ancora. Quello che si scrive di getto non è quasi mai bello e l’idea che si ha da un’intuizione deve essere elaborata e sviluppata con il duro lavoro. Inoltre consiglierei di non fermarsi mai alle prime difficoltà. Scrivere è un mestiere complicato, difficile, nel quale si riceveranno un sacco di porte in faccia.

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