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Intervista a Lory Cocconcelli

Intervista a Lory Cocconcelli, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreAfrica
Ho iniziato a scrivere durante i miei lunghi soggiorni in Africa, affascinata dalla cultura nera, fatta di misteri e credenze antiche. Incapace di essere la turista che langue al sole, curiosa per natura e desiderosa di vedere, scoprire e interagire, ho riportato le mie esperienze e le testimonianze raccolte in un libro. Pubblicarlo non è stato facile. A un certo punto pensavo di essermi persa nella savana dell’editoria – dove una belva mi ha pure graffiata – poi… eccomi qua!

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Non traggo ispirazione da autori in particolare, almeno non consciamente, né da un genere specifico. Scrivo quando mi sento rilassata, quando mi posso concentrare.

Parla della trama del tuo libro
Il mio libro illustra l’animismo africano. Un culto ancestrale che ha visto la luce agli albori della civiltà e che continua ad esistere ancora oggi. Nonostante l’avvento di Islam, Cristianesimo e dell’era internettiana in Africa questa religione non è stata relegata al ruolo di pratica superata. Al contrario, magia, stregoneria, feticismo e culto dei morti (ovvero le estrinsecazioni animiste) nel XXI secolo sono largamente praticati e toccano tutti i livelli sociali, dal coltivatore al Capo di Stato. La stregoneria, tema centrale del libro, è un fenomeno diffusamente radicato e la sua esistenza nonché la sua pericolosità sono documentate dalle sentenze delle varie Corti Penali africane (comunque sia, occore specificare che è una pratica illegale). Alla figura della strega ho dato ampio spazio come pure alle pratiche feticiste, illustrando come si svolgono, quali conseguenze comportano e come i loro effetti evolvono nel tempo. E’ interessante notare come nell’animismo non si ponga un problema di conflittualità tra religione e magia, come accade invece per altri culti, perché le pratiche magiche sono considerate un mezzo messo a disposizione da Dio per ovviare al quotidiano degli uomini. Doveroso uno spazio anche alle maschere rituali ovvero a quei manufatti sacri che assolvono a funzioni di intermediazione con il mondo terreno e quello degli spiriti. Oggetti che in occidente vengono esposti nei musei e venduti nelle gallerie d’arte, senza che se ne conosca l’intento originale. Per concludere, questo culto è il grande elemento unificatore dei popoli africani, diversi tra loro per cultura e appartenenza tribale.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
I miei personaggi, se così si possono definire avendo a che fare con un saggio, sono individui reali che ho conosciuto, intervistato e descritto in funzione delle loro pratiche. In sostanza, attori mistici ovvero coloro che in Africa esercitano magia, stregoneria, chiarovveggenza e medicina tradizionale.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Sebbene abbia scritto un saggio, amo molto anche i racconti brevi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Ho in progetto un altro libro. Riguarderà ancora l’Africa _ inevitabile dal momento che ci vivo per vari mesi l’anno, no? – ma non sarà un saggio questa volta.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Non mi sento in grado di dare consigli anche se uno, quasi quasi, mi scappa… “Trovare un editore serio conferma la bontà delle tue fatiche”

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2 commentsOn Intervista a Lory Cocconcelli

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